Salute
16 febbraio, 2026Articoli correlati
La senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan fa appello al ministero per un piano contro lo spopolamento degli ospedali pubblici
L’Italia è tra i Paesi più anziani d’Europa, infermieri compresi.
A riportare i dati e a rilanciare l’allarme è la senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan, che ricorda come l'invecchiamento del personale infermieristico sia un problema tanto quanto quello della popolazione generale. “Le proiezioni parlano di oltre 66 mila pensionamenti tra il 2026 e il 2030. È evidente il rischio di un vero e proprio 'doppio invecchiamento': popolazione sempre più anziana e infermieri sempre più vicini alla pensione. Così il sistema non può reggere".
Furlan annuncia che depositerà un'interrogazione al ministro della Salute Orazio Schillaci. "Il sottofinanziamento del personale sanitario non è più sostenibile. Senza un piano straordinario sugli infermieri - conclude Furlan - il rischio è una progressiva riduzione dei livelli essenziali di assistenza e un arretramento del diritto alla salute dei cittadini. Il Governo dica con chiarezza quali scelte intende fare, perché il tempo a disposizione sta finendo".
Un’emergenza strutturale in cui i pensionamenti sono solo una delle cause in corso. C’è infatti anche quella - centralissima - dell’attrattività della professione. Stando ai dati dell’osservatorio Job Pricing, in Italia, chi sceglie la carriera da infermiere si accontenta di uno stipendio annuo inferiore alla media Ocse di quasi il 19%, con 32.400 euro a fronte di 39.800. Un divario che si amplia di Regione in Regione. Come riporta il primo “Rapporto sulle professioni infermieristiche” curato dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in Italia le differenze retributive sono ben marcate a livello regionale. Lo stipendio più alto è degli infermieri del Trentino-Alto Adige (37.204 euro), seguiti da Emilia-Romagna e Toscana, mentre le retribuzioni più basse si registrano in Molise (26.186 euro), Campania e Calabria.
Tra gli indicatori c’è poi quella che la statistica chiamata densità infermieristica. In altre parole, quanti infermieri ci sono, in Italia, ogni mille abitanti? Anche qui, la risposta varia molto di Regione in Regione. La media nazionale è di 4,79 superata principalmente da Regioni del Centro-Nord come Liguria (6,3), Emilia-Romagna (6,25) e Friuli-Venezia Giulia (6,13). Al contrario, Regioni come Lombardia (3,53), Sicilia (3,54) e Campania (3,57) si trovano agli ultimi posti. Sanità privata a parte: un fattore che influisce molto sul dato lombardo e in generale delle Regioni del Nord. Meglio di noi, in Europa, Estonia, Lituania, Portogallo, Croazia, Malta e Romania.
Non molto diversa la panoramica per quanto riguarda il rapporto medici - infermieri, con il dato italiano mediamente pari a 1,5, ben al di sotto del dato medio Ocse 2024, pari a 2,2. Tra le Regioni con i rapporti più alti troviamo il Molise, che registra il valore più elevato con 3,19, seguito dal Veneto (2,96) e dall’Emilia-Romagna (2,95).
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