Salute
20 marzo, 2026Il focolaio sarebbe nato da una serata in discoteca tra studenti: via a una campagna mirata di vaccinazioni. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: il rischio di estensione dell'epidemia è "molto basso". Ecco i sintomi
Il Regno Unito è al suo secondo giorno di allerta sanitaria pubblica, stabilita formalmente mercoledì dalla UK Health Security Agency. Nei giorni che cinque anni fa segnarono l’inizio della pandemia da Covid 19, oltremanica torna l’incubo del contagio da virus. Si tratta della meningite acuta, che ha generato un focolaio "senza precedenti" a partire da una festa in un nightclub di Canterbury, il Chemistry Club. La data del contagio si aggira tra il 5 e il 7 marzo. A partire da quel momento il virus si sarebbe rapidamente diffuso nella contea del Kent, nell'Inghilterra meridionale, riguardando quasi solo giovani ragazze e ragazzi, dalle scuole medie all’università.
Il focolaio finora ha causato due morti: uno studente di 21 anni e una studentessa di 18, mentre sarebbero altri 27, ad ora, i casi censiti secondo l'ultimo aggiornamento dell’agenzia per la sicurezza sanitaria britannica. Il primo è stato registrato venerdì 13 marzo. Il contagio sarebbe arrivato fino alla Francia: le autorità francesi hanno avvertito Londra di un caso confermato in uno studente che aveva frequentato l’ateneo inglese. Le autorità hanno finora escluso la necessità di vaccinazioni di massa, ma hanno comunque avviato una campagna preventiva d'emergenza di "vaccini mirati" anti-meningite su circa 5000 universitari della contea, mentre prosegue una corsa a più largo raggio per la diffusione precauzionale di antibiotici.
La risposta delle autorità è nell’ordine dell'attenzione massima. La direttiva del servizio sanitario nazionale britannico prevede che i medici segnalino eventuali sintomi sospetti, ovunque siano registrati nel Paese. Le università della zona interessata dal focolaio, la University of Kent e la Canterbury Christ Church University, restano aperte nonostante la sospensione di varie attività. I campus, in ogni caso, sono rimasti vuoti.
Nessuna psicosi aldiquà della Manica. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) spiega che il rischio che l'epidemia di meningite possa estendersi all'Unione Europea è "molto basso, data la bassissima probabilità di esposizione e infezione". Fermo restando il rischio di contagio con pazienti in viaggio dopo l’esposizione alle aree interessate dall’epidemia.
Quali sono i sintomi?
Ma cos’è la meningite e quali sono i sintomi? Si tratta di un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale. Nella maggior parte dei casi ha origine infettiva e può essere causata da virus, batteri o funghi. Mentre la forma virale è la più frequente e dalle conseguenze meno gravi, quella batterica è più rara ma potenzialmente più seria, con il rischio anche di essere fatale. Il caso britannico è quello del batterio meningococco di gruppo B (o MenB), che di solito rimane nella gola o nel naso, causando raramente malattie gravi. I sintomi più tipici della meningite sono l’irrigidimento della parte posteriore del collo, febbre alta, mal di testa, nausea, vomito, convulsioni e forte sonnolenza.
Secondo quanto riporta Humanitas, la maggior parte delle forme di meningite sono è contagiosa. Affinché avvenga il contagio è necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona malata di una delle forme potenzialmente contagiose. L’infezione viene trasmessa attraverso le goccioline di saliva che possono essere disperse tramite starnuti, colpi di tosse o mentre si parla.
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