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11 marzo, 2026Il presidente della Fifa ha pubblicato un post sui propri canali social in cui invitava la nazionale iraniana a partecipare alla Coppa del Mondo negli Stati Uniti. Ma poche ore dopo è arrivato il forfait da Teheran, in un'edizione che Infantino ha definito come "la più inclusiva della storia"
“La nazionale dell’Iran è benvenuta a partecipare al Mondiale. Il calcio unisce il mondo”. Un auspicio che sapeva di premonizione, più che un vero e proprio incoraggiamento, quello che il presidente della Fifa Gianni Infantino ha avanzato nella notte in un post Instagram. Proprio a poche ore dall’annuncio, in direzione opposta, del ministro dello Sport iraniano: “Dopo che questo governo corrotto ha ucciso il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di prendere parte ai Mondiali”.
La chiamata di Infantino è seguita alle tante voci che rimbalzavano negli scorsi giorni sulla possibile rinuncia dell’Iran al Mondiale di calcio, per via del conflitto in corso in Medio Oriente e degli attacchi israelo-americani che lo hanno scatenato. Così il presidente della Fifa ha “incontrato il presidente Donald Trump, che - recita il post sui suoi canali - ha ripetuto come la nazionale sia benvenuta a svolgere il torneo negli Stati Uniti”. Parole subito sconfessate dal mondo dello sport iraniano: “Negli ultimi otto o nove mesi ci sono state imposte due guerre e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi”, ha denunciato il ministro Ahmad Donjamali. Una visione che stona rispetto alle aspettative di Infantino: “Per questo motivo non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare”, ha concluso il numero uno dello sport iraniano.
Nel frattempo, Infantino continua a essere attivo nella promozione social della Coppa del Mondo americana. A partire dall’ultimo post, in cui la definisce “l’edizione più inclusiva della storia dei Mondiali”. Merito, a suo dire, della partecipazione di altri Paesi: “Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan faranno il loro debutto nella competizione. Rappresentare la propria nazione a un Mondiale è un momento di immenso orgoglio”, ha scritto, provando ad allargare lo sguardo rispetto a quell’auspicio palesato pubblicamente solo sei ore prima.
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