Televisione
24 febbraio, 2026Una vita fra Chiavari e la Scozia, dove si trasferì per lavoro. È stata tra le prime donne a votare nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Il resto del suo vissuto naviga nell'arte, tra canto, pianoforte e quadri dipinti da pioniera
Dai gelati scozzesi al palco dell’Ariston, circondata dai fiori. La vita di Gianna Capaldi Pratesi, 106 anni il prossimo 16 marzo, si colora questa sera - martedì 24 febbraio - con una nuova esperienza da aggiungere al suo già folto bouquet: è tra gli ospiti speciali della prima serata del Festival di Sanremo 2026. Tra le prime donne a partecipare al voto in Italia, c’era anche la X di Pratesi nel referendum istituzionale a suffragio universale del 2 giugno 1946, che salutò la monarchia e diede il benvenuto alla Repubblica italiana. Alla vigilia degli ottant’anni dalla sua nascita, la storia di Pratesi vuole essere un omaggio durante la kermesse più importante della musica nostrana.
I ricordi di gioventù nella sua Chiavari. Poi il ricordo del 2 giugno 1946: "Eravamo sicuri in casa mia di cosa votare". Una famiglia di sinistra, antifascista. "Cosa ha votato?", le chiede Conti. Pratesi allarga le braccia e alza la voce: "Repubblica". Poi il conduttore le chiede del suo rapporto con Sanremo. L'ospite fa un apprezzamento per le canzoni di Ornella Vanoni, per poi esibirsi in una una brevissima intonazione di 24 mila baci. "Io leggo tre giornali tutte le mattine. La Gazzetta dello Sport, il Venerdì e il Secolo XIX". Poi un monito ai giovani: "Non devono essere severi con gli altri, dovrebbero capire com'è la vita, non arrabbiarsi. Bisogna volersi bene".
chi è Gianna pratesi, ospite della prima serata di Sanremo 2026
Gianna Pratesi ha 105 anni: una vita spesa tra la sua Chiavari, sull’altra sponda ligure rispetto alla città dei fiori, e la Scozia, dove approdò a 28 anni per fare la gelataia. Due anni prima aveva votato per la Repubblica: “Finalmente era finita una pagina buia, cambiava tutto, è cambiato tutto”, ha raccontato al quotidiano La Repubblica. Genitori antifascisti, papà “scappava per orti in Val Graveglia” quando lei si dilettava nelle attività sportive del regime. "Lo faceva per allontanarsi il più possibile". I nonni erano garibaldini, suo fratello invece fu “salvato ad un passo dalla fucilazione da parte dei nazifascisti solo perché indossava gli scarponi da montagna, come i partigiani”.
Un po’ della sua storia è tornata sul palco dell’Ariston, sollecitata dalle domande di Carlo Conti riguardo al voto al referendum istituzionale. Il resto del vissuto della signora Pratesi è scandito dall’arte: cantante, musicista che si diletta coi classici (“La vie en rose” come cavallo di battaglia, rigorosamente al piano). E anche pittrice, circondata dai propri dipinti nella casa di Chiavari. Impugnò il pennello da pioniera, così come accaduto con quella penna posata sulla scheda elettorale: in Liguria fu infatti la prima donna nel collettivo regionale di pittori.
Pratesi ha intonato un verso di 24 mila baci di Adriano Celentano, pubblicata nel 1963 all’interno dell’album A New Orleans: “24 mila baci, così frenetico è l’amore. Ogni istante mille baci, mille carezze vuole all’ora”, recita il testo. Un inno romantico e ricco di gesti d’amore innumerevoli, per lei che è la prova di quanto in fondo i numeri contino poco. E poi ancora: “In questo giorno di follia ogni minuto è tutto mio”. Lei stasera, con i suoi cinque minuti, ha omaggiato, con la sua presenza, gli 80 anni di Storia repubblicana.
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