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La conferenza di Carlo Conti e Laura Pausini con i vertici Rai. Mercoledì all'Ariston Fontana, Lollobrigida e Vittozzi
Inizia con un saluto a Giovanni Paoli, Alfredo Saitto e Pietro Bevilacqua, la conferenza stampa dell'organizzazione di Sanremo. Il tramite è Andrea Spinelli, presidente della sala stampa, che li ricorda con commozione. Videochiamata in diretta con Rosario Fiorello tra sorrisi e boutade a Carlo Conti. Ai giornalisti: "Vi auguro tante tante polemiche".
"Grazie e tutti voi. Sia io che Amadeus aspettiamo la cittadinanza onoraria di Sanremo", apre Carlo Conti. "Anche io", si accoda Pausini.
"Sono particolarmente felice di chiudere questo biennio con Laura. Ho lavorato da marzo scorso, a partire dal primo pranzo, con Laura e tutti gli altri". Un Festival dai mille sapori diversi, "dal country, al rock, al latino. Ho voluto poi che ci fossero i pilastri della musica italiana nel mondo. Sarà il primo festival senza Pippo Baudo: tocca a me farlo, era doveroso intitolarlo a lui". La voce rotta dall'emozione e l'abbraccio di Pausini.
Un'emozione dopo l'altra. "Tra le soddisfazioni più grandi della mia vita-spiega Conti- quella di incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con cui abbiamo ricordato che il Festival ha pochi anni in meno rispetto alla nostra Repubblica. A questo proposito, avremo sul palco la signora Anna Chiavari, che ha 104 anni e che nel 2 giugno del 46 votò per la nostra Repubblica".
Per Laura Pausini è un grande ritorno: "La prima volta a Sanremo avevo 18 anni. Un'emozione incredibile ancora oggi: ogni volta in cui vedo l'insegna ho pronto il Lexotan. Questa sarà la mia prima volta da presentatrice in Italia". Anche Pausini passa per l'omaggio a Pippo Baudo. "Mi disse che ero pronta e che dovevo stare tranquilla. È stato molto emozionante sentirglielo dire".
Gli ospiti speciali
Tra gli annunci, quello degli ospiti speciali di mercoledì sera, che vedrà come ospiti Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi. Insieme a loro anche due campioni paralimpici: Giacomo Bertagnolli e Giuliana Turra.
Il caso Pucci e l'incognita Meloni
Le domande in sala stampa tornano sulla polemica per la ritirata in corsa del comico Andrea Pucci. Conti sorride. "Fantascienza pura. La mia storia parla per me, parlano gli ospiti che ho portato al Festival. Con un governo e con l'altro. Preferisco che si dica che io non so fare il mio mestiere piuttosto che si dica che qualcuno mi ha tirato per la giacca. Grazie ai dirigenti quindi per lasciare me e chi prima di me di liberi di scegliere".
"Non pensavo che avrebbe suscitato polemiche, sono andato a vederlo e non ho visto nulla di sconvolgente. Mi dispiace umanamente e professionalmente per lui. Ma capisco, ricordo cosa successe sul palco a un grande artista come Maurizio Crozza".
Giorgia Meloni al Festival? "Non credo che la premier verrà. Poi è una cittadina libera, se vuole prende il biglietto e viene". Nessuno spazio per endorsement politico e di governo. "Quando c'era Renzi sono stato definito renziano, oggi meloniano, domani sarò cinquestelliano. Per fortuna in questi 40 anni sono un uomo libero, ci tengo a essere indipendente nel mio lavoro: sono un giullare e orgogliosamente faccio il giullare".
Una chiosa netta anche dalla Rai. "È escluso completamente" che la premier Meloni possa essere presente al Festival di Sanremo, "c'è stata anche una smentita ufficiale di Palazzo Chigi". Lo dichiara il direttore della Comunicazione Rai Fabrizio Casinelli. "La gestione di un Paese è una cosa molto complicata, penso che ognuno di loro abbia molto da fare", aggiunge Conti.
Il caso sindacale
Nel frattempo, la Federazione nazionale stampa italiana annuncia che porterà a a Sanremo la mobilitazione per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto il primo aprile del 2016, dieci anni fa. "Gli editori della Fieg continuano ad opporre un muro di no alle richieste di adeguamento salariale avanzate dai giornalisti, attestandosi su cifre irricevibili (150 euro lordi in 3 anni) oppure chiedendo il ritocco di alcuni istituti contrattuali (come ferie o permessi straordinari, per fare alcuni esempi)". Recita la nota della Federazione Nazionale Stampa Italiana. "La Fnsi ritiene che dopo 10 anni di mancato rinnovo contrattuale, gli editori debbano prima di tutto ristorare la perdita salariale dovuta all'incidenza di una inflazione che ha eroso il 20% degli stipendi dei giornalisti".
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