Televisione
8 febbraio, 2026Il comico: "Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili"
Alla fine è sempre colpa della sinistra. Andrea Pucci fa un passo indietro e rinuncia al Festival perché travolto dalle critiche. "Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più", afferma. "Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno".
Quindi il problema non sono le sue battute, l’aver sbeffeggiato “le zecche” dopo la vittoria elettorale, aver detto che Rosy Bindi è più bella che intelligente, che Elly Schlein doveva rifarsi denti e orecchie, che i neri non aveva ai i sogni dei tatuaggi tanto non si vedono o che i gay chissà dove si potevano infilare i tamponi durante il Covid.
Il problema, secondo il comico che si è mostrato affranto sui social dopo l’attacco mediatico è stato constatare che quel genere di battute non sarebbe stato gradito sul palco dell’Ariston. Lui la vittima, il pubblico il carnefice. Poteva scusarsi per aver abbassato il livello invece ha calcolato con attenzione costi e benefici della sua salita a Sanremo. E ha fatto un passo indietro.
“Gli insulti, le minacce , gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili! Quest'onda mediatica negativa che mi ha coinvolto in occasione dell'annunciata partecipazione a Sanremo, una manifestazione così importante che appartiene al cuore del paese, altera il patto fondamentale che c'è tra me ed il pubblico, motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro in quanto i presupposti per esercitare la mia professione sono venuti a mancare". Evidentemente il patto al ribasso non era così solido.
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