
Certo che andrò a votare. Quando ci sono occasioni del genere per esprimere il proprio parere bisogna sempre farlo. Tutti e tre i temi del referendum sono molto interessanti e il voto è indispensabile per cercare di cambiare una parte del nostro modo di vivere in questo paese. La mia posizione? Dirò di certo sì a tutti e quattro i quesiti.

Quattro Sì perché questo è un matrimonio indissolubile con la cura e con l'attenzione. Non andare a votare è infatti sinonimo di non attenzione e in questo momento l'attenzione è fondamentale. Non è più possibile pensare che ci penserà qualcun altro, siamo noi quel qualcuno. Non credo che si debba votare per punire qualcosa ma per cominciare a pulire. E credo che questa sia non solo una scelta politica ma antropologica. È un pensiero che va fatto ogni giorno, anche al di fuori del referendum. Va fatto anche quando bisogna pensare: noi votiamo in ogni momento, quando sprechiamo l'acqua, quando decidiamo cosa insegnare ai nostri figli, quando ci laviamo i denti. Al di là del 12 e 13 giugno, ricordiamoci quindi anche dei nostri referendum "intimi", quelli quotidiani.

Gianni Boncompagni, autore televisivo e radiofonico
Andrò a votare? Certo, certo che sì! E "sì" sarà anche il mio voto per tutti e quattro i quesiti referendari. Anche se lo farò soprattutto perché vorrei che si raggiungesse il quorum e si abrogasse la norma sul legittimo impedimento. Spero che la gente capisca, anche se molti sono pigri o molti generalmente non votano ai referendum perché preferiscono andare in vacanza. Io vado sempre a votare perché sono un votante convinto. In merito agli altri quesiti: sull'acqua ho molti dubbi ma voterò sì ad entrambi i quesiti.?Sul nucleare sono invece più convinto rispetto ai quesiti sull'acqua, anche se alcuni dicono che non si può votare contro qualcosa che non abbiamo.

Andrò a votare con 4 sì perché ne ho diritto e mi stanno a cuore gli argomenti. Dal punto di vista ambientale ed economico credo sia irresponsabile proseguire sulla strada del nucleare: non sopporterei una centrale in una nazione già martoriata dai veleni del carbone, dei termovalorizzatori e delle ciminiere del siderurgico e mi piacerebbe anche che la smettessimo di comprare energia da altre centrali europee. Per gli investimenti dei privati nel settore dell'acqua non c'è alcuna sicurezza oggettiva di miglioramento dei disservizi. In poche parole gradirei che l'acqua restasse pubblica, anche perché la storia recente ci ha consegnato personaggi del "privato" che agiscono senza alcuna etica che non sia quella della dedizione al profitto. Vogliono mettere le mani sull'acqua solo perché hanno sentito dire che si tratta di un bene "prezioso". Il "legittimo impedimento" poi non è legittimo per niente. E' legittimo invece rifiutare qualsiasi escamotage per evitare i processi.

Io sto facendo una campagna attiva perché tutti vadano a votare ai referendum. Innanzitutto serve rilanciare questo strumento che perde sempre più peso ma è lo strumento democratico per eccellenza. Parlando dei quesiti, la situazione dell'acqua è drammatica e le speculazioni vanno fermate per il futuro dell'umanità. Il nucleare poi è una tecnologia obsoleta che una lobby sta cerando in tutti i modi di far tornare legale per fare i suoi affari. Sul legittimo impedimento uso solo una parola: vergogna. Si vuole introdurre un principio giuridico per cui la legge diventa diseguale per tutti. Una vergogna.

Ci mancherebbe, certo che andrò a votare! Il referendum credo sia un grande esempio di democrazia, mi incavolo sempre quando non passano per il mancato raggiungimento del quorum. Uno può scegliere di votare quello che crede ma questa politica di astensione dall'appuntamento referendario non lo tollero. Io voterò sicuramente tre Sì, per l'acqua pubblica (entrambi i quesiti) e per il nucleare, mentre sul legittimo impedimento ancora non so bene, mi devo informare, anche se negli ultimi tempi questa legge è stata usata in modo sbagliato.

Altroché se vado a votare. E lo faccio perché voglio che la linea intrapresa dalle mutazioni napoletane e milanesi vada ancora avanti. In Italia l'acqua è sempre stata pubblica, è anche un fatto storico-artistico: il Granduca e i Papi hanno sempre offerto l'acqua gratuita. Il nucleare poi non è cosa da affidare agli italiani. Legittimo impedimento? Mi pare ovvio votare contro.

Ho legato al braccio un laccetto dei comitati per l'acqua pubblica, non lo scioglierò prima del 13 giugno e ovviamente andrò a votare sì a tutti e 4 i quesiti. L'acqua è un diritto inalienabile e nessun essere umano dovrebbe pagare per averla: qui si tratta di un tema trasversale e non c'entra la politica. Il nucleare poi è rifiutato da tutti le persone assennate e io non sono ancora diventato pazzo, quindi voto sì. Lo stesso vale per il legittimo impedimento che merita proprio di essere sottoposto al giudizio degli elettori.

Andrò sicuramente a votare e voterò quattro sì. Per me è una questione di pura logica. Perché razionalmente non si può che essere contrari alla privatizzazione di una risorsa pubblica come l'acqua. E non si può che voler confermare con forza una scelta contro il nucleare che avevamo già fatto in passato. E riguardo a quest'ultima questione rivendico il diritto di votare anche sulla base dell'emotività per ciò che è successo in Giappone: durante le campagne elettorali i politici con le loro promesse giocano su questa emotività, e non vedo perché in questo caso debba essere considerata una motivazione sbagliata. Voterò sì anche al quesito sul legittimo impedimento, che considero una forzatura giuridica: occorre ristabilire un principio di uguaglianza davanti alla legge.
Linus,
direttore di Radio Deejay

Vado sicuramente a votare. Sono contento che ci sia il quesito sul nucleare: non ho la pretesa di essere un tecnico, ma l'esperienza dell'Italia di questi ultimi vent'anni mi porta ad essere assolutamente privo di fiducia nei confronti di chi eventualmente dovrebbe gestire l'energia nucleare. Per quanto riguarda l'acqua ritengo che finché sia possibile, debba rimanere un bene pubblico. Sul legittimo impedimento non esprimo pareri, ma voterò per la sua abrogazione.

Sono quattro quesiti importanti e quindi vado a votare anche perché mi interessa dire la mia sull'argomento. Per quanto riguarda l'acqua, con tutto il bene che si può volere ai privati, loro agirebbero secondo una logica commerciale, mentre l'acqua dovrebbe appartenere ad una sfera che è solamente pubblica. Anche sul nucleare voterò contro, è una scelta che abbiamo già fatto tanti anni fa, non mi sembra che in mezzo sia successo niente di nuovo per farmi cambiare idea. La legge sul legittimo impedimento poi è fatta proprio male, quindi voterò per abrogare anche quella.

Questo weekend sarò a casa, quindi andrò a votare o domenica o lunedì mattina, e saranno quattro sì. Non credo più nel nucleare, l'acqua per me è un bene pubblico, non solo da un punti di vista economico ma anche filosoficamente, e per il legittimo impedimento credo che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge. Devo dire che sento un bel fermento intorno a questo referendum, come tanti anni fa successe per quello sul divorzio: ho trovato molta gente che ne discute, una bella sensazione.

Certo che andrò a votare. Ho seguito alcuni dibattiti in televisione e l'unica cosa che non trovo chiara è il significato delle domande. Dovrebbero essere poste in termini più semplici. Mentre come al solito nei referendum non è mai chiaro anzi spesso è molto complicato capire per cosa si vota. Comunque intendo votare a tutti i referendum sì. Sicuramente sono contro il nucleare in Italia e contro la privatizzazione dell'acqua. Ma anche il legittimo impedimento non mi trova d'accordo.

Al referendum del prossimo weekend andrò a votare di sicuro, e lo faccio per la prima volta dopo molti anni in cui mi sono astenuta perché ero delusa dall'offerta politica. Questa volta invece ci vado con convinzione per dire quattro volte sì. Non si può ancora parlare di nucleare quando la ricerca ci ha dimostrato che ci sono valide energie alternative. Il 13 vado a votare soprattutto contro questa assurdità.

Al referendum andrò a votare, e voterò per quattro volte sì. Innanzitutto non credo affatto che il nucleare sia una risorsa per il paese, mentre per quanto riguarda l'acqua vorrei ricordare che il nostro corpo è fatto dal 90% di questo elemento, e quindi voterò sì perché non vorrei mai sentirmi "lottizzata". Per ultimo, non esiste impedimento che possa tenere un cittadino italiano lontano dalla giustizia.

Io mi sono fatta prendere in giro molte volte perché in gioventù mi mettevo in piazza a Treviso con i radicali per spronare la gente ad andare a votare i referendum, perché per me sono una cosa importantissima, specie quando sono abrogativi. Voterò si ai quesiti sull'acqua e sul nucleare, e anche a quello sul legittimo impedimento: la legge è uguale per tutti! Perché io che sono una povera disgraziata di Castelfranco Veneto devo subirla e altri no?

Eva Riccobono, modella
Per votare torno apposta a Palermo, dove ho la residenza, perché ci tengo al mio paese e perché credo che il referendum parli del nostro futuro e di quello dei nostri figli. Voterò sì a tutti e quattro i quesiti, e già il votare sì per dire no per me è una barzelletta, per non parlare della privatizzazione dell'acqua, una cosa allucinante, o del nucleare. Credo che ci debba essere una mobilitazione, tutti dovrebbero andare a votare non solo per superare il quorum, ma perché sono domande su temi fondamentali a cui solo gli italiani possono dare delle risposte.

Sono a Firenze e poi sarò a Grosseto per delle gare sportive, ma penso proprio che tornerò a Lodi per votare e voterò sì. Lo farò soprattutto per il nucleare, perché è un tema molto importante. Sull'acqua ho invece ancora qualche dubbio ma alla fine voterò sì. Io ho sempre votato, se non l'ho fatto è perché ero fuori dall'Italia o da Lodi per gare sportive. Questa volta invece torno appositamente e credo che si riuscirà a raggiungere il quorum: spero infatti che soprattutto il nucleare sarà un ottimo traino per portare la gente a votare.

Bisogna andare a votare, per il bene di tutti e per quello del singolo: in Italia ci si aspetta sempre che sia qualcun altro a fare le cose per noi, ci si lamenta sempre. Questa volta si può dimostrare l'esatto contrario, che con il voto si può fare qualcosa per sé stessi. Per questo andrò al seggio, e voterò quattro sì. Privatizzare l'acqua è ridicolo, ci sono valide alternative al nucleare e la "legalità" del legittimo impedimento parla da sola: per smetterla di lamentarsi, basta recarsi al voto il 12/13 giugno.

Andrò a votare e voterò sì ai quesiti sull'acqua e sul nucleare. Io vengo da un paesino del Veneto dove l'acqua abbonda, e credo che questa risorsa debba rimanere pubblica e che sia da ripensare l'uso che ne facciamo giornalmente tornando, ad esempio, a fidarci di quella che sgorga dai rubinetti di casa. La questione del nucleare è complessa, ma non ritengo che una scelta energetica imposta dall'alto sia una buona soluzione. Sul legittimo impedimento sono più indeciso, anche se considero basilare che la legge rimanga uguale per tutti. Su tutti i quesiti è stata fatta un'informazione incompleta e troppo polarizzata politicamente su tesi contrapposte e inconciliabili: un atteggiamento che non aiuta i cittadini a scegliere coscientemente.
(ha collaborato Mauro Munafò)