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Politica
ottobre, 2023

Marta Fascina cerca di placare i malumori: «La mia sofferenza è indescrivibile, ma tornerò in Parlamento». Resta da capire quando

La last lady del Cavaliere vanta il record di assenze per il "lutto inconsolabile". Fatto che ha creato problemi in Forza Italia e attriti con la famiglia Berlusconi. Ora in una lunga intervista a Bruno Vespa la non-moglie del Cavaliere cerca di rassicurare sul proprio percorso politico

«Continuerò a svolgere il mandato parlamentare che mi hanno conferito i cittadini; la mia assenza è stata motivata da una sofferenza indescrivibile». Marta Fascina ci prova a tranquillizzare Forza Italia. E in questa ultima puntata de "Il Seggio Vacante” la saga che da mesi gonfia il chiacchiericcio e il malumore dentro il partito, la quasi moglie di Silvio Berlusconi ora quasi vedova, si affida a Bruno Vespa per dire che tornerà ai suoi doveri da parlamentare. «Sono un deputato alla seconda legislatura» ricorda a Vespa e forse anche a sé stessa. Calabrese, macresciuta a Portici in provincia di Napoli, la sua prima esperienza non fu brillante, nei primi mesi del 2018 Forza Italia l’aveva blindata per la Camera in Campania e in Parlamento riuscì a collezionare il 74% di assenze. 

 

Nell’ampia intervista per il libro "Il rancore e la speranza" in uscita in novembre da Mondadori/Rai libri Bruno Vespa cerca di allungare lo sguardo sul futuro: «Che ruolo le piacerebbe assumere in Forza Italia?», chiede. Ma Fascina non cede: «Non ho mai chiesto né aspirato ad incarichi di partito. Dunque, no, al momento, non immagino particolari ruoli per me», risponde.  

 

Del resto, quello da deputata è già abbastanza impegnativo, la last lady oggi può vantare al momento un secondo posto tra gli assenteisti del Parlamento, superata dal senatore della Lega Umberto Bossi che primeggia con lo 0,1% delle votazioni. Assente giustificato, tuttavia: dall'alto dei suoi 82 anni il Senatur vive in condizioni di salute che lo hanno tenuto spesso lontano da Roma. Fascina invece vive con «un senso di angosciante vuoto che resterà incolmabile per tutto il resto della mia vita». A Fascina, Silvio Berlusconi ha lasciato un'eredità 100 milioni di euro. Laureata in filosofia, addetta stampa – cosa mai del tutto confermata – nel Milan allora gestito da Adriano Galliani.   

 

Alla domanda se continuerà ad abitare nella fortezza di Arcore, tra gli arredi stile tavernetta della “sala cinema” e la statuetta di Priapo da cui è nata la storiella del Bunga Bunga, Fascina risponde: «Ammetto che sorrido, anche se è una cosa che mi risulta difficile in questo momento, quando leggo fantasiosi articoli di stampa. La categorica smentita della famiglia Berlusconi vale più di qualsiasi infondato pettegolezzo».  

 

Anche perché lo sfratto sarebbe decisamente complesso, o almeno imbarazzante per la famiglia Berlusconi, dal momento che quella casa ha deciso proprio di intestarsela apponendo due targhe di ottone all’entrata: “Segreteria politica onorevole Marta Fascina". Trovata ineccepibile quelle targhe di ottone: la “segreteria politica” ai sensi del secondo comma dell’articolo 68 della Costituzione rende il domicilio inviolabile poiché nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene. Istituire l’ufficio di rappresentanza dei parlamentari presso le proprie abitazioni private è una prassi consolidata. Meno istituirla in un’abitazione dove pende sostanzialmente una richiesta di sfratto. Ma «il mio amato Silvio donava amore a profusione. In un simile contesto di armonia ed unione che lui, nella sua unicità, è stato capace di creare sarebbe stato difficile non stringere eccellenti rapporti con i suoi amati figli a cui resto legata da sentimenti di stima ed affetto sinceri e profondi». 

 

Fascina inoltre svela anche un particolare sul quasi-marito: «Fino agli ultimi istanti è rimasto pienamente lucido ed operativo. Aveva deciso di candidarsi alle prossime elezioni europee, in tutte le circoscrizioni. Questo la dice lunga sulla tempra di un uomo straordinario e sul suo ineguagliabile attaccamento alla vita». «Il Cavaliere aveva un amore vero per la politica e per l'Italia», commenta un parlamentare di Forza Italia fuori campo «Fascina deve ancora dimostrarla oppure se non riesce, farsi da parte». 

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