La tregua a Gaza continua
Il governo israeliano ha annunciato di aver ricevuto una nuova "lista" di nomi di donne e bambini tenuti in ostaggio nella Striscia di Gaza che saranno rilasciati durante la giornata in cambio di prigionieri palestinesi, in conformità con l'accordo di tregua con il movimento islamista palestinese Hamas. Entrata in vigore il 24 novembre, la tregua sarebbe dovuta scadere alle 7 di oggi ora locale (le 6 in Italia) ma è stata prorogata all'ultimo minuto dai due belligeranti. «Conformemente ai termini dell'accordo Israele ha recentemente ricevuto una lista di donne e bambini», si legge in una nota dell'ufficio del premier Benjamin Netanyahu che non specifica il numero di ostaggi che saranno liberati.
Morto a 100 anni l’ex segretario di Stato americano Herny Kissinger
È morto all'età di 100 anni l'ex segretario di Stato americano, Henry Kissinger. Il diplomatico, vincitore del Premio Nobel per la Pace, è stato una figura chiave e controversa nella storia della politica estera statunitense. I suoi critici lo hanno sempre accusato di essere senza scrupoli e ossessionato dal potere. Nato Heinz Alfred Kissinger in Baviera nel 1923, aveva 15 anni quando i suoi genitori ebrei fuggirono con lui a New York. Dopo la scuola e il servizio militare, Kissinger studiò ad Harvard, dove in seguito insegnò. Nel 1969, l'allora presidente Richard Nixon lo nominò consigliere per la Sicurezza nazionale e poi segretario di Stato. Era considerato il politico più influente a Washington quando si trattava di politica estera. Una pietra miliare significativa nella sua carriera fu la preparazione del viaggio di Nixon in Cina nel 1972. Kissinger si recò a Pechino in missione segreta, aprendo la strada alla visita del presidente e alla normalizzazione delle relazioni. Uno dei suoi più grandi successi diplomatici fu proprio il riavvicinamento tra Washington e Pechino. Come segretario di Stato negoziò trattati di disarmo e accordi di pace e divenne una sorta di star dei media. Kissinger, tuttavia, ha lasciato le sue impronte anche su aspetti più discutibili della politica estera statunitense. Il suo ruolo nel bombardamento segreto della Cambogia e le accuse riguardanti il suo ruolo nel colpo di Stato militare del 1973 in Cile pesano molto sulla sua eredità. Gli osservatori si interrogano anche se Kissinger abbia davvero spinto per la fine della guerra del Vietnam o se l'abbia prolungata per aumentare le possibilità di rielezione di Nixon.
Delmastro il sottosegretario del governo Meloni a processo: “Non lascerò il mio posto”
«Intendo continuare ad esercitare il mio ruolo, al meglio, all'interno del ministero della Giustizia. Così come mi è stato chiesto dai tanti che in questo momento mi stanno testimoniando solidarietà per questo inconsueto rinvio a giudizio». Così il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove conferma, in un'intervista al Corriere della Sera, di non volere rassegnare le dimissioni dopo essere stato rinviato a giudizio per rivelazione del segreto d'ufficio. Inconsueto perché? «Anche questa seconda volta il pubblico ministero Paolo Ielo e altri tre pm hanno ribadito la richiesta di archiviazione della procura nei miei confronti», ha commentato. «Quindi sarò uno dei pochi sotto il profilo giuridico che in dibattimento sarà dalla stessa parte della barricata del pm. Ai posteri l'ardua sentenza...». Delmastro ha spiegato che non si attendeva questo rinvio a giudizio. «Ma resto orgoglioso di quello che ho fatto», ha detto. «Non ho passato alcuna carta. Ho risposto alla domanda di Donzelli cosa che è mio dovere fare e faccio con qualsiasi parlamentare. Sono orgoglioso di aver fronteggiato l'attacco frontale al 41 bis di terroristi e anarchici in combutta con la criminalità organizzata e della mafia».
Schlein e Meloni, in tv il confronto sulla mafia
Se non sarà ad Atreju, prima o poi Giorgia Meloni ed Elly Schlein si troveranno una di fronte all'altra per un confronto nella lunga strada verso le Europee. Intanto Bruno Vespa le ha inserite in uno speciale di Porta a Porta dedicato alla mafia e alle sue vittime, protagoniste entrambe per una quindicina di minuti, registrati in momenti diversi e montati in due spezzoni della trasmissione. Un tema comune, toni diversi. La premier impegnata a rivendicare i provvedimenti presi contro la criminalità organizzata, dalla «difesa del carcere ostativo». alla riqualificazione avviata a Caivano, prima tappa di una battaglia alle zone franche. La leader dem invece è critica, «preoccupata». perché l'esecutivo «ha fatto delle cose sbagliate, come i 300 milioni tolti dal Pnrr sui beni confiscati e il loro utilizzo sociale».. Entrambe promettono pragmatismo, e impegno a trovare terreni comuni, come quello esplorato negli ultimi giorni del contrasto alla violenza sulle donne
Inizia oggi Cop28: il mondo contro il riscaldamento globale
Si apre oggi, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, l'annuale Conferenza Onu sul clima, arrivata alla 28/a edizione e i 195 paesi partecipanti saranno chiamati a dichiarare quali passi avanti hanno fatto rispetto agli obiettivi indicati nel 2015 dall'Accordo di Parigi. Un bilancio (Global stocktake) che, stando agli studi scientifici pubblicati finora, dovrebbe essere negativo. Il mondo è infatti indietro nell'impegno di ridurre i combustibili fossili, aumentare le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica per contenere l'aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi a fine secolo rispetto al periodo preindustriale (1750-1850). L'appello a fare molto di più, a raddoppiare se non triplicare gli sforzi è arrivato forte e chiaro non solo dalla scienza ma anche da numerosi organismi e istituzioni. Qualche giorno fa, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, in vista della Cop, ha detto che «i leader devono interrompere il ciclo mortale del riscaldamento del pianeta perché senza cambiare rotta, ci stiamo dirigendo verso un disastroso aumento della temperatura di tre gradi centigradi entro la fine del secolo»- Che vuole dire una serie di conseguenze disastrose per il Pianeta, con eventi meteorologici estremi. Come sta già accadendo in tante parti del mondo. Ma a imprimere una svolta, per una buona riuscita della Cop28 prevista fino al 12 dicembre e con 70mila presenze, potrebbero essere gli inviati speciali per il clima di Usa, John Kerry, e Cina, Xie Zhenhua. Assenti i rispettivi presidenti Biden e Xi, sono loro i protagonisti. Anche perché assieme Cina e Stati Uniti sono i maggiori produttori di gas serra (sommati fanno il 40%). Senza l'azione delle due superpotenze, «non si vincerà questa battaglia» ha detto Kerry assicurando di aver deciso con l'omologo cinese di lavorare «per il successo» della Cop. Fra gli assenti anche il Papa che ha dovuto rinunciare per motivi di salute e che sarà rappresentato dal segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, il cui intervento per la Santa sede sarà il 2 dicembre sulla mitigazione (cioè rendere meno gravi gli impatti dei cambiamenti climatici prevenendo o diminuendo l'emissione di gas serra).
Ucraina: allarme Aiea, esplosioni vicino centrale Khmelnitsky
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) afferma che nella notte tra martedì e mercoledì una sua squadra che monitora la situazione presso la centrale nucleare Ucraina di Khmelnitsky ha riferito di aver sentito «diverse esplosioni nelle immediate vicinanze per un periodo di 20 minuti» L'impianto non è stato direttamente colpito, ma «l'incidente ha dimostrato che tutte le centrali nucleari dell'Ucraina rimarranno a rischio finché la guerra continuerà», ha osservato il direttore generale Rafael Mariano Grossi in un comunicato pubblicato sul sito web dell'Aiea. «Gran parte dell'attenzione del mondo è giustamente focalizzata sui pericoli reali che affliggono la centrale di Zaporizhzhia, che desta particolare preoccupazione trovandosi in prima linea. Ma l'evento dell'altra notte ci ricorda che non dobbiamo dimenticare gli altri siti nucleari in Ucraina, che sono anch'essi potenzialmente esposti a missili e altri attacchi», ha detto Grossi