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Opinioni
luglio, 2023

«Il nostro governo difende chi inquina, invece di proteggere gli ecosistemi»

Il Parlamento europeo ha votato a favore della legge per il Ripristino della Natura. Perché è urgente tutelare la biodiversità. Ma la destra italiana ha votato contro. E finge di non capire che le esigenze della natura sono anche le nostre

Perché è così importante difendere la biodiversità? Perché la coesistenza di specie vegetali e animali diverse è in grado di creare una reciprocità dinamica di relazioni che genera un equilibrio salvifico per gli umani. Lo scambio tra le entità viventi fa crescere e garantisce la vita. La biodiversità è la struttura portante della vita. Se si riduce, peggiora il clima, aumentano il rischio di nuove pandemie e la povertà. Senza biodiversità, la vita si estingue.

Fatti ben noti alla scienza e alla politica da decenni. L’Ue ha da tempo messo la difesa e la promozione della biodiversità al centro del suo impegno per proteggere la natura, intensificando gli sforzi per contrastare le cause dirette e indirette della perdita, appunto, di biodiversità. Per questo, il Parlamento europeo ha votato a favore della legge per il Ripristino della Natura proposta dal Consiglio europeo. La “Nature Restoration Law” – approvata con 336 voti a favore, 300 contrari e 13 astenuti – con tutti i suoi limiti rappresenta un passo avanti. Prevede azioni che entro il 2030 hanno come obiettivo la protezione del 20% della superficie terrestre e marina, oltre al ripristino degli ecosistemi degradati. Sino ad arrivare nel 2050 a difendere il 100% dei nostri ecosistemi. L’impegno è vincolante per tutti i Paesi Ue. Una novità importante.

Ma cosa significa «ripristinare» le aree naturali? Vuole dire riparare i danni fatti per ripristinare l’equilibrio che rende tutti più sicuri da ogni punto di vista, attraverso investimenti pubblici con fondi europei e nazionali e con misure legislative efficaci e coerenti. Come quelle che prevedono entro il 2030 la riduzione del 50% dell’utilizzo dei pesticidi chimici, l’azzeramento della perdita netta di spazi verdi urbani, l’inversione del trend del declino degli impollinatori, il ripristino di 25 mila chilometri di fiumi a scorrimento.

All’Assemblea di Strasburgo le destre italiane hanno votato contro. L’Italia difende da tempo chi sfrutta e distrugge la natura. Non sappiamo se i nostri rappresentanti ignorino il fatto che con le loro decisioni stanno peggiorando il presente e condannando le generazioni future, esponendoci a rischi mai vissuti dagli umani. Ma a ben guardare sono in tanti, non solo le destre, a fare finta di non capire che le nostre esigenze coincidono con quelle della natura. Garantire diritti alla natura è l’unica strada per garantire diritti umani e giustizia sociale. Siamo noi a dipendere dal buon funzionamento della vita, non viceversa.

E non servirà più raccontare la balla che dobbiamo difendere i posti di lavoro, come se le due cose fossero in contraddizione. Quando lo sono vuol dire che non conviene a nessuno. Come nel caso dell’agricoltura intensiva, dei pesticidi, della pesca a strascico, delle grandi inutili opere come ponte sullo Stretto o Tav. Tutti esempi di attività a bassa intensità di lavoro, che distruggono gli ecosistemi e ritardano (o impediscono) la riconversione ecologica.

Il governo italiano difende queste attività, in nome dei nostri bisogni. Forse si riferisce ai bisogni di profitto dei grandi inquinatori e seminatori di morte nel mondo. Perché per soddisfare i nostri di bisogni dobbiamo innanzitutto garantire la rigenerazione degli ecosistemi, altrimenti la vita si riduce e diventiamo tutti più poveri. Fare giustizia alla natura è l’unica strada per garantire la nostra salute e creare posti di lavoro di qualità, migliorando così le nostre vite. Facciamo Eco!

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