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febbraio, 2008

Gay nei secoli

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Un ampio volume curato da Rober Aldrich, con contributi di studiosi internazionali, ricostruisce una storia universale dell'omosessualità, dall'antichità a oggi

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I libri dedicati alla vita e cultura omosessuale si sono moltiplicati negli ultimi anni, via via che le tematiche della 'gay liberation' acquistavano visibilità politica e peso spesso decisivo nel dibattito pubblico - non solo in Italia, come saremmo portati a credere dato l'accanimento con cui la Chiesa si impegnata a non permettere che nel nostro Paese la questione venga affrontata in maniera civile. Un ampio volume ora disponibile in italiano, curato da Robert Aldrich (storico dell'Università di Sydney) con contributi di studiosi di varie nazionalità, si propone di offrire una storia universale dell'omosessualità dall'antichità a oggi, e per quanto possiamo giudicare riesce bene nella non facile impresa ('Vita e cultura gay. Storia universale dell'omosessualità dall'antichità a oggi', edizioni Cicero, pp. 384, E 48).

Raccogliendo ovviamene i risultati di tante ricerche parziali, i saggi qui riuniti seguono, in uno schema geografico esaustivo, le vicende della condizione sociale degli omosessuali nei diversi continenti e paesi. Le fonti sono anzitutto quelle fornite dai codici di leggi e dai verbali di processi; dai quali si vede che il trattamento dell'omosessualità ha conosciuto modificazioni continue, strettamente legate alle situazioni storiche generali, al punto che l'omofobia, come del resto abbiamo imparato da tanti studi, può considerarsi solo un aspetto della oppressione sociale generale. Di qui la maggiore attenzione puntata sui rapporti omoerotici maschili (le donne, le cui storie sono pur presenti nel libro, contano meno e dunque sono più tollerate). E ovviamente la maggiore indulgenza per il 'vizio' delle classi agiate; anche se in alcuni casi accade che il povero servo sedotto sia punito con maggiore severità del ricco seduttore. Insomma, nessuna 'innaturalità' essenziale dei rapporti gay, ma solo storia e cultura, in barba a tutte le pretese pseudo-religiose dei loro spesso ipocriti nemici.

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