La presenza non è andata già alle associazioni antifasciste della zona, che martedì sera hanno organizzato un presidio e sono intervenute nel dibattito consiliare: «Eravamo un centinaio», racconta Walter del collettivo "Antifa Novate", che ha inviato a "l'Espresso" anche le foto dell'iniziativa: «Alla fine la discussione è stato sospesa e rimandata. Ma non ci fermeremo», spiega, perché: «Non possiamo accettare che un'organizzazione dichiaratamente neo-fascista, xenofoba e omofoba abbia un riconoscimento istituzionale».

«Accuse false e ideologiche», ribatte l'interessata, Angela De Rosa: «Il vicepresidente di Casa Pound Italia, Simone Di Stefano, ha già pubblicamente chiarito che cose come razzismo e antisemitismo "ci fanno vomitare", testualmente. In un contesto di buona fede non ci sarebbe nemmeno bisogno di ribadirlo». Intanto, in attesa delle elezioni locali, che si terranno a maggio, in concomitanza con quelle europee, i comitati non vogliono lasciar cadere l'attenzione sul caso, proprio in un momento in cui, racconta Walter: «I gruppi di estrema destra stanno iniziando a muoversi, anche a queste parti. Da tempo hanno tre sedi, sparpagliate fra la periferia di Milano e il comune di Bollate, ma sono sempre state "dormienti", inattive, anche perché il nostro lavoro sul territorio per impedire che venga dato loro spazio è costante. Ora però stanno iniziando a cavalcare la visibilità che gruppi vicini a loro ideologicamente stanno avendo in altri paesi».
Lo conferma la stessa Angela De Rosa: «Siamo molto presenti sul territorio, e nei prossimi mesi organizzeremo banchetti, iniziative, porteremo le nostre proposte dentro e fuori dalle sedi istituzionali», secondo le due "anime" del movimento, continua: «Quella che si muove riconoscendo le regole democratiche, candidandosi alle elezioni locali e nazionali. E quella più "movimentista" che porta avanti azioni anche forti».

Insomma, il piccolo paese della periferia milanese rischia di diventare un caso nazionale. «Non l'avrei mai voluto», confida il sindaco Pd, Lorenzo Guzzelloni: «Anche martedì sera, in consiglio, ho fatto un richiamo ai valori della Costituzione, che ha le sue radici nella resistenza e nella lotta alla dittatura fascista. Personalmente, trovo intollerabile Casa Pound e ritengo che per quello che propugna pubblicamente andrebbe considerata fuorilegge. Ma così non è. Ed essendo un'associazione regolarmente riconosciuta ha tutto il diritto di essere presente in consiglio». Ne è convinta anche l'interessata, che ribadisce: «Il nostro movimento non è solo rispettoso della Costituzione. Ma ne ha anche degli articoli in programma. La rispettiamo più noi che la sinistra che se ne riempie la bocca e poi ci impedisce di parlare».
Si muovono secondo le regole. Infatti, spiega il primo cittadino: «Non ho potuto impedire ad Angela De Rosa di fondare il gruppo, né posso impedirle di prendere la parola durante le discussioni, perché come sindaco sono garante del fatto che tutti abbiano libertà d'espressione. Anche se Novate ha una forte tradizione antifascista, in cui mi rispecchio». Un impasse in cui rischiano di ritrovarsi altri amministratori locali: pur contrari personalmente a dare spazio all'associazione di estrema destra ma costretti ad accettarla sui banchi dell'istituzione: «Quello che propongo è una raccolta firme», suggerisce allora il sindaco: «in paese ma anche in tutta Italia, per far sì che il movimento, così palesemente contrario ai valori su cui si fonda la nostra Repubblica, venga messo al bando». Ma la De Rosa non ci sta: «Siamo più democratici noi dei partiti di sinistra. E siamo pronti ad allargare la nostra presenza istituzionale nel paese».