Fascismi

Casapound continua a provocare: ora si autoproclama ambasciata temporanea del Texas

Il gruppo di estrema destra ha affisso uno striscione nella sede di Roma: "Siamo solidali su battaglia contro l'immigrazione". Mentre il ministro continua a fare finta di nulla sulla loro occupazione abusiva

di Simone Alliva   6 febbraio 2024

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Hanno sgomberato Casapound? Risposta. No. E non solo, adesso l'occupazione dei fascisti del terzo millennio che è già costata alle casse dello Stato 4,5 milioni di euro ha cambiato facciata. ''Ambasciata temporanea del Texas'' si legge nello striscione esposto sul palazzo del civico 8 di via Napoleone III a due passi dalla stazione Termini di Roma. Il riferimento è quello alla presunta minaccia di secessione tra Texas e il Governo Federale degli Stati Uniti. Ieri il governatore del Texas, Greg Abbott, ha annunciato di voler espandere il controllo delle sue truppe al confine meridionale degli Stati Uniti per proteggerlo da una "invasione" di migranti, mentre l'amministrazione del presidente Joe Biden lo accusa di aver oltrepassato la sua autorità.

 

"La minaccia di secessione del Texas contro l'incapacità del governo federale statunitense nel gestire l'emergenza immigrazione - spiegano i camerati in una nota - è l'ennesimo segno che, anche nella patria del più bieco progressismo, il castello di carte inizia a scricchiolare e a perdere pezzi. Frontiere aperte, integrazione, sogno americano si rivelano quello che sono: menzogne distruttive. Lo diciamo senza mezzi termini, soprattutto perché in Europa queste menzogne stanno contribuendo ad sradicare, sostituire e cancellare storia, cultura, identità. Contro il progressismo a stelle strisce che ha rovinato le nostre nazioni, CasaPound - conclude la nota - si schiera col Texas diventandone ambasciata temporanea, nella speranza che la Texit si realizzi sfaldando e affossando dall'interno gli Stati Uniti". 

 

Sede abusiva di Casapound a Roma

 

Via Napoleone III come il Texas terra di armi, migranti respinti al confine e aborto illegale. Fuori dai giochi, sulla testa dei neo-fascisti pende la sentenza che risale al 27 giugno dello scorso anno in cui il giudice monocratico di Roma ha comminato 10 condanne a 2 anni e 2 mesi nel processo per l'occupazione abusiva del palazzo in via Napoleone III da parte di esponenti e simpatizzanti di Casapound. Tra gli imputati, accusati di occupazione abusiva aggravata, anche Gianluca Iannone, Simone Di Stefano (non più nel movimento) e il fratello Davide. Il tribunale ha disposto inoltre una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro e il risarcimento in sede civile per l'Agenzia del Demanio, proprietaria dell'immobile, ordinando inoltre il dissequestro dell'immobile e la sua restituzione. Sarebbe compito del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Nella lista degli sgomberi lo stabile di CasaPound è in ottava posizione, questa parte è in carico al Ministero dell'Interno e alla Prefettura. Non è detto che si vada in ordine di priorità.  I camerati per adesso possono fare sogni tranquilli.

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