Settanta identificazioni e trenta fotosegnalamenti in via Cupa a Roma dove è sorto un accampamento che ospita circa 200 persone, soprattutto provenienti dal Nord Africa. "Lo facciamo per garantire gli standard di sicurezza e maggiore decoro" scrive la Questura. "E' un'identificazione forzata" ribattono i volontari del centro

Controlli della Polizia questa mattina intorno alle 7 in via Cupa a Roma dove da settimane i volontari del centro Baobab, chiuso da dicembre, hanno allestito una tendopoli per l'accoglienza dei migranti. Le tende erano state montate negli ultimi giorni anche in via Tiburtina, a ridosso del cimitero del Verano, dopo l'aumento degli arrivi in seguito alla nuova ondata di sbarchi. Molti volontari però parlano di sgombero dopo che sono state portate via tende e materassi usati dai migranti per dormire la notte.



Le identificazioni sono partite dopo un’ordinanza di servizio del Questore Niccolò D'Angelo. L'operazione è per “garantire gli standard di sicurezza, maggiore decoro, anche agli stessi immigrati, hanno preso parte insieme alle forze di Polizia le strutture di accoglienza del comune di Roma, dell'Asl e dell'Ufficio sanitario della Polizia di Stato”, scrive la Questura in una nota.
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“Sono presenti mediatori sociali e conoscitori delle lingue di origine degli extra-comunitari allo scopo di fornire loro una corretta informazione circa i diritti ed i doveri legati alla legge italiana - prosegue la Questura - L'intervento che ha visto l'identificazione di circa 70 cittadini provenienti da Egitto, Etiopia, Eritrea, Somalia e altri paesi del Nord Africa, ed il foto-segnalamento di 30 di loro, s'inquadra in un più ampio progetto di sistema, che mira a migliorare le condizioni di ordine pubblico, di sanità e di decoro, dei siti romani interessati alla presenza di immigrati”.
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“Hanno iniziato a caricare i nostri ospiti, a gruppi di 30, per procedere alla loro identificazione forzata. Sono stati portati a via Patini - spiegano i volontari in un post su Facebook -. Non abbiamo ancora dettagli sull'esito e gli sviluppi dell'identificazione. Cauti nel dare notizie, amareggiati, ma anche fiduciosi in una conclusione dell'operazione rispettosa della dignità umana”. L’accampamento è formato da un centinaio di tende e almeno 200 immigrati, tutti assistiti dai volontari che prima operavano all'interno del Baobab e che in questi mesi hanno chiesto alle istituzioni un altro luogo dove ospitare i migranti.



"Il Baobab per tanti migranti transitanti è stata l'unica risposta della città. Tanti volontari hanno dato assistenza, solidarietà, affetto a queste persone per colmare l'assenza e le inadeguatezze delle istituzioni", ha detto Stefano Fassina. "Questo è un segno della decadenza del paese e di questa città. Al primo consiglio utile presenterò una mozione per dare vita a un sistema di accoglienza degno di una capitale europea" ha concluso il deputato del Partito Democratico.

Della stessa idea è Roberto Giordano, della segreteria della Cgil di Roma e del Lazio, che invita i sindaci giunti al ballottaggio ad attivarsi per risolvere la situazione: "L’operazione di polizia è la riprova della profonda inadeguatezza delle istituzioni locali e centrali - scrive in una nota - Le persone coinvolte, uomini, donne, bambini, sono proprio quelle che, per sfuggire alle torture, sono naufragate nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo e scampate alla morte. È inaccettabile che non si abbia contezza del grado di fragilità degli esseri umani che abbiamo di fronte". 

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