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Attualità
gennaio, 2017

Biccherna di Siena all'asta: lo Stato si muove

L'Avvocatura generale scrive a Sotheby's. Sulla vendita avvenuta «a dispetto di quanto legittimamente rivendicato dal Ministero». E si dice pronta ad azioni per il recupero. Mentre Fabrizio Moretti, noto gallerista che ha alzato la mano in sala aggiudicandosi la tavola, a l'Espresso racconta: «L'ho acquistata per un cliente internazionale»

«Sono un amante dell'arte e un amante delle cose giuste. Per cui sono convinto che se lo Stato dovesse dimostrare con concretezza che l'opera è uscita illecitamente dal paese, allora dovrà tornare a Siena». Fabrizio Moretti è uno dei più noti antiquari italiani e internazionali (la sua galleria ha sedi a Londra e New York). È stato lui ad alzare la mano, nella sala di Sotheby's, il 7 dicembre, per aggiudicarsi alla cifra record di un milione e 632mila euro la "Biccherna della Flagellazione", una tavoletta di legno dipinto appartenuta all'archivio di Siena a da tempo nelle mani di un collezionista privato tedesco.

Secondo la Direzione generale degli archivi, al ministero dei Beni Culturali, quella Biccherna non avrebbe dovuto essere messa all'asta, però, in quanto bene demaniale, come aveva raccontato l'Espresso. Secondo Sotheby's invece la vendita era stata del tutto regolare. «Ho fatto solo da ambasciatore, da bidder, per un mio cliente ed amico», spiega ora Moretti: «Posso dire soltanto che non è italiano. Non so se attualmente l'opera sia già passata di proprietà o sia ancora nel limbo fra nuovo ed ex proprietario. Di certo Sotheby's dovrà fare tutte le verifiche del caso».

Proprio in questi giorni l'Avvocatura Generale dello Stato ha scritto alla casa d'aste. Sottolineando come Sotheby's abbia «proceduto ugualmente alla vendita, a dispetto di quanto legittimamente rivendicato dal ministero e in violazione di un obbligo di cautela che avrebbe dovuto suggerire quanto meno un approfondimento della documentazione». Il ministero infatti aveva chiesto la sospensione dell'asta, alla luce della provenienza dell'opera, un archivio statale. Ma la società non aveva dato seguito.

Ora nella loro lettera, gli avvocati di Stato spiegano gli elementi che confermerebbero l'effettiva titolarità pubblica della tavola. Fra questi la mancanza, nei registri, della relativa richiesta per la licenza d'esportazione, documento presente invece per altre opere acquistate dallo stesso collezionista tedesco che ha posseduto la Flagellazione per oltre cent'anni.

Nella conclusione della lettera, l'avvocatura si dice quindi pronta a «intraprendere tutte le iniziative necessarie, anche giudiziarie, per tutelare le ragioni dello Stato» e recuperare la Biccherna. In attesa di una risposta.

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