È quello che succede agli autisti del trasporto pubblico emiliano: ai capolinea sono stati rimossi i servizi chimici, e i lavoratori sono costretti a elemosinare l'uso delle toilette alla parrocchia nelle vicinanze. Prosegue la nostra inchiesta sulle condizioni di lavoro degli italiani: inviateci la vostra segnalazione a espressonline@espressoedit.it

Anche questa è misericordia: far usare la toilette a chi ne ha necessità urgente. Specie se si tratta di un lavoratore o di una lavoratrice. Nella fattispecie, i conducenti d’autobus della Seta (Società emiliana trasporti autofiloviari), dal 2012 responsabile unica del servizio di trasporto pubblico locale automobilistico nei territori provinciali di Modena, Reggio Emilia e Piacenza.

Ai capolinea degli autobus modenesi sono stati smantellati tutti i bagni chimici, e dunque ci si arrangia come si può. Così la parrocchia Sant’Anna ai Torrazzi di Modena cede senza problemi il suo bagno agli autisti e alle autiste di autobus che devono fare pipì, al capolinea della linea 14, e non hanno altre soluzioni ragionevoli per le proprie impellenze fisiologiche. Con tanto di accordo informale firmato tra l’azienda e la chiesa. Il parroco, don Enzo Solieri, commenta: “Be’, se vogliamo possiamo chiamarlo un atto di carità, soprattutto per le donne, considerando che in inverno può essere un sollievo avere un punto di riferimento dove fermarsi un attimo prima di riprendere a lavorare”. Il sacerdote ha persino consegnato un duplicato delle chiavi dei servizi igienici ai conducenti bisognosi. In più diversi bus del posto hanno preso fuoco in passato: due principi d’incendio si sono verificati anche a inizio anno.
Un bus Seta andato a fuoco nel 2015

Oltre al problema dell'assenza dei bagni e al timore per le condizioni dei bus, i sindacati denunciano il ricorso sistematico e massiccio agli straordinari, dovuto all’“organico sottodimensionato e alla turnazione difettosa”. Il problema più odioso di tutti sembra essere proprio quello della scarsità di toilette.

«Mi chiamo Giovanni e sono un autista di linea della Seta di Modena. Sono anni che ci promettono bagni e questo è un fatto molto grave, che lede la nostra dignità oltre che la nostra salute» racconta uno dei lavoratori: «Solo per poche linee esistono i gabinetti a fine corsa. Guidiamo anche per cinque ore consecutive senza mai la possibilità di fare la pipì. Noi maschi possiamo anche arrangiarci, trovando posti di fortuna: ma le autiste donne?».
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Giovanni racconta all’Espresso la sua odissea quotidiana, sia a bordo sia a motori fermi: «Sono anni che lottiamo contro il carico di lavoro insostenibile, con turni micidiali che ci costringono a sobbarcarci di continuo gli straordinari, non esclusi doppi turni in cui l'autista è obbligato a guidare fino a 13/14 ore in una giornata».

Il suo j’accuse prosegue: «Lavorare poi in questo modo, secondo l’ottica di super-risparmio dall’azienda, significa mettere a repentaglio la sicurezza sia del conducente che delle persone trasportate». Ultimamente diversi autisti modenesi sono stati colpiti da provvedimenti disciplinari: «Sanzioni che arrivano se non riusciamo ad assolvere al lavoro straordinario (oltre il turno normale) magari perché stanchi, assorbiti da preoccupazioni familiari o perché abbiamo altri e legittimi impegni».

«Mettere il fiammifero più corto e acceso in mano all'autista è semplice: vessato e discriminato dall'azienda, apostrofato dagli utenti. I lavoratori del bacino di Modena hanno subito per anni il massimo del carico di lavoro assegnato, e ora sono allo stremo. Anche la radio in autostrada consiglia di fermarsi ogni due ore per fare una pausa: in Seta, quando ci si ferma?» protesta l’Usb (Unione sindacale di base) modenese: «Si sono mai veramente capite le conseguenze che comporta un simile carico di lavoro intensivo, con lo stress collegato?».

Di recente la società, presieduta dal 2015 da Vanni Bulgarelli ha accusato i suoi dipendenti di un’impennata di assenze con certificato medico. Malanni fittizi, di conflittualità sociale? «Le malattie che si verificano d’inverno non sono fenomeni imprevedibili. Il nodo sta nell’annosa carenza di personale e nell’esigenza di una migliore programmazione dei turni degli autisti» risponde l’Usb. «La storia infinita di Seta, che è iniziata con l'insediamento dell'attuale Cda con presidenza Bulgarelli, ha innescato proteste a domino» dice Sebastiano Taumaturgo dell’Usb confederale trasporti. Era stato proclamato uno sciopero di quattro ore per il 27 febbraio, rimandato a marzo. «Ma faremo anche uno sciopero della fame» aggiunge Taumaturgo.

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Martedì mattina un nuovo capitolo della storia. Il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha discusso un’interpellanza sul tema presentata da Giulia Gibertoni del Movimento 5 Stelle, indirizzata all’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini. Il direttore regionale Seta Roberto Badalotti ha sì ammesso qualche responsabilità (gli autobus sono oggettivamente vecchi, con infiltrazioni d’acqua, problemi alle sospensioni, i casi di surriscaldamento e di fuoriuscita di fumo), ma ha rispedito al mittente il grosso delle contestazioni: «Il sovraffollamento? È solo una percezione negativa di comfort: la colpa è delle borse e degli zaini stipati nell’ora di punta»; «l’emergenza wc? I bagni e gli spogliatoi sono oggetto di ripetuti atti vandalici da parte del personale viaggiante». Lo stesso assessore ai trasporti Donini ha però criticato aspramente l’azienda: «I disagi e i disservizi a Modena devono essere assolutamente risolti. Servono maggiori controlli sull’operato di Seta. Basta sovraffollamento e scarsa pulizia dei mezzi; stop alle tensioni con gli autisti. E vanno messi in sicurezza i mezzi, fortemente vetusti: la loro manutenzione è scarsa».

«Denuncerò il presidente Seta per abuso d’ufficio» ci anticipa intanto Sebastiano Taumaturgo dell’Usb: «Quello che sta avvenendo è sempre più assurdo e surreale. Sono anni che ci impongono doppi turni massacranti, straordinari forzati in base a un’interpretazione travisata del lontano regio decreto del 1931. Eppure esisterebbe un algoritmo finalizzato alla copertura delle sostituzioni. E in questi giorni stanno arrivando numerose sanzioni disciplinari agli autisti. Sospensione dal lavoro, con blocco dello stipendio e dei contributi per chi si è rifiutato di fare gli straordinari. Pensi che tra i destinatari del provvedimento c’è anche un ragazzo che deve assistere una figlia in stato vegetativo».

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