Se la sinistra si sente abbandonata dai vicini europei, destra e 5S non risparmiano critiche a Gentiloni: "O si fa valere, o si faccia da parte"

“Serve un rinnovato impegno per un’autentica cultura dell’accoglienza e della solidarietà” è il monito di papa Francesco. “Mostreremo solidarietà all’Italia con i fatti”, assicura il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, e mentre Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento garantisce “l’impegno delle istituzioni europee” augurandosi che “anche gli Stati membri facciano altrettanto”. Queste le parole, i fatti dicono altro. Francia e Spagna negano gli sbarchi nei loro porti, l’Austria minaccia di inviare l’esercito al confine: l’Italia viene lasciata da sola a gestire l’emergenza migranti. Così si levano le voci di protesta: c'è chi se la prende con l'Europa, chi con il governo.
Alta tensione
Migranti, l'Europa si spacca. Gentiloni: "Bisogna agire prima che sia il caos"
4/7/2017

“Ong e navi militari da tutta Europa continuano a trasportare migranti nei nostri porti. - scrive su Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio - Questa emergenza l’avevo denunciata mesi fa e sono stato offeso con accuse di insensibilità e razzismo. Oggi non chiedo le scuse, ma pretendo i fatti”. Nonostante il timido placet di Di Maio, il M5S non risparmia critiche. Danilo Toninelli attacca Gentiloni su Twitter - “o si fa valere o si fa da parte” - mentre Di Battista fa la sua proposta: “o qua ci date una mano oppure non vi diamo quattrini per 6 mesi oppure sforiamo questo rapporto deficit/Pil per i nostri comuni?”.

La sinistra si sente abbandonata dai vicini europei. “L’Europa si stava risollevando. Possibile che Francia, Spagna, Austria non si rendano conto dei danni irreparabili dei loro gesti di oggi?” twitta l’ex premier Enrico Letta. "Nessuno in Europa vuole condividere l'accoglienza - afferma Romano Prodi - Mi ha ferito molto l'atteggiamento di Macron: la Francia ha avuto l'iniziativa di questa tragica guerra in Libia e dovrebbe pensare che non può lasciare tutte le conseguenze all'Italia". Non è morbido Luigi De Magistris, sindaco di Napoli: “viviamo in uno scenario di guerra, in cui l’Europa ha lasciato da sola l’Italia”. Europa che, per l’ex magistrato, ha “delle responsabilità non solo rispetto all'incapacita di distribuire questa tragedia ma anche per aver condiviso guerre illegali generando le comunità dell'odio e del terrore”.


Anche dal governo si levano voci di protesta contro l'Ue, colpevole di non voler partecipare alla gestione degli sbarchi. “La solidarietà europea nelle parole deve tradursi in fatti” twitta il ministro Maurizio Martina. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi considera un “passo avanti” l’accordo di Parigi sulle limitazioni alle Ong, ma duro contro Macron che “delude” le aspettative: “vuole illudere i francesi e gli europei che si possa sviluppare una politica sull’immigrazione distinguendo i richiedenti asilo e gli immigrati economici”.


Toni accesi anche a destra, ma contro il governo. “Saremo invasi e dovremmo anche stare zitti -afferma Renato Brunetta (FI) - forse ci daranno qualche euro in più. Una situazione inaccettabile, una situazione sulla quale il governo rischia di cadere per implosione, perché l'Italia non ce la fa più”. Dure le parole di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, che su Facebook scrive: “Mentre tutti gli altri Stati europei controllano in modo serio le proprie frontiere, in Italia il governo Gentiloni (nomen omen) continua la politica delle 'porte aperte’ a tutti tanto cara alla sinistra”. Per Roberto Calderoli (Lega Nord) il vertice dei ministri degli Interni a Parigi “ha partorito il nulla”. “L’Ue ha abbandonato l’Italia - gli fa eco il governatore del Veneto Zaia - l’unica soluzione è chiudere i porti”.

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