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Queste appaiono come macchiette, e non si può non definire tale la scena offerta dal gruppetto di militanti di Forza Nuova che pochi giorni fa a Biella, per mostrare vigore e fermezza a favore di telecamera, hanno afferrato con violenza una bandiera dell'unione Europea, trascinandola per strada e tenendola stretta per “le stelle”, come nel tentativo di soffocarla, hanno sguainato un accendino e lo hanno tenuto acceso sulla tela blu e gialla. Il video che circola è chiaro: ed è l'ennesima dimostrazione della banalità di questi “facisti” che cercano di dare fuoco alla bandiera dell’Ue. Fallendo miseramente. Perché questi militanti che trasgrediscono alle norme scendendo in strada, come si vede nel filmato, tirano da ogni lato la stoffa, la strapazzano come a torturarla, mentre uno di loro tiene accesa la fiamma, ma non sanno che quella bandiera dell’UE è ignifuga. È fabbricata apposta per non prendere fuoco. Ci impiegano diversi minuti per comprenderlo, fino a quando la loro missione di incenerirla va a vuoto. Nelle loro intenzioni l’azione doveva essere una protesta contro l’Europa perché la sera precedente l’Eurogruppo non aveva approvato gli Eurobond a favore dell’Italia, e degli altri paesi europei colpiti dal coronavirus. Nella realtà, si è trasformata in un fallimento spettacolare dei “facisti”.
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Questi militanti di Forza Nuova avranno pensato di fare meglio di un loro collega che alcuni giorni prima a Montesilvano aveva ammainato la bandiera dell'Unione Europea del Comune. L'iniziativa era stata del capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, già leader abruzzese di Forza Nuova.
«Quando tra gli imbecilli ed i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte» diceva Leonardo Sciascia.
Non tutti si sono arresi alle disfatta. A Roma i “facisti” sono tornati alla carica alla vigilia di Pasqua promettendo una processione fino a San Pietro sfidando «divieti e arresti di massa». Lo ha annunciato urbi et orbi il leader di Foza Nuova Giuliano Castellino, lo stesso su cui pende da alcuni mesi la richiesta di condanna a sei anni fatta dal pm Eugenio Albamonte ai giudici del tribunale perché accusato di avere aggredito fisicamente e rapinato al Verano due giornalisti de L’Espresso.
Il fatto avvenne il 7 gennaio 2019, quando i cronisti stavano documentando una pubblica manifestazione e lui era presente, malgrado fosse sottoposto a sorveglianza speciale e quindi non avrebbe potuto frequentare altri pregiudicati. Per questo il lavoro dei giornalisti - che lo hanno fotografato documentando una violazione che lui avrebbe voluto mantenere segreta - gli ha provocato una violenta reazione di cui sono stati complici, in quel momento, altri pregiudicati, e a quanto pare ve ne erano molti. Insomma, Castellino per questi reati è stato arrestato, si è aperto un processo davanti ai giudici del tribunale di Roma, che nei mesi scorsi hanno accolto l'istanza di scarcerazione avanzata dai difensori. Ed è tornato libero.
Il processo, come tutti gli altri processi, in questo periodo di emergenza per la pandemia, è stato rinviato. Si attendeva solo l'udienza per la decisione.
Nel frattempo Castellino è libero di circolare, come ha dimostrato, anche in questo periodo di divieto assoluto. «Domenica, come fieri vandeani, sfileremo a Roma, perché Pasqua senza Cristo e senza Messa non è Roma e non è Italia, perché è nostro dovere difendere la nostra Fede, la nostra Civiltà, il nostro futuro e la nostra libertà», recitava una nota di Forza Nuova Roma in cui venivano condannati gli episodi del Prenestino, «dove un parroco coraggioso si è affacciato dal balcone del campanile e ha detto Messa e i fedeli sono stati allontanati», e a Frascati, «dove circa trenta persone hanno preso parte a una Messa ed è intervenuta la polizia al termine della celebrazione».
Castellino come i suoi militanti però non ha ben compreso che il virus non guarda in faccia nessuno, anzi se ne vede una di faccia gli si appiccica, anche se è di Forza Nuova.
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Ad ogni modo per sfidare il Coronavirus e le rigide imposizioni di isolamento Castellino con i suoi camerati ha effettuato a Roma un blitz a Santa Maria Maggiore dove è stato bloccato dalla polizia e denunciato con altre cinque persone. L'imputato su cui pende la richiesta di condanna a 6 anni è tornato a violare le norme, a creare disagi, a tentare di provocare pericoli per gli altri, per la comunità. Le sue azioni confermano che è un pericolo per la società. Nel capo d'imputazione che riguarda l'aggressione ai giornalisti, la procura gli contesta anche di avere ostacolato l'informazione. Questo è Castellino, ed è libero di circolare e sfidare norme e reati. Tentando di imbavagliare chi fa libera informazione.
La Costituzione italiana nasce dalla Resistenza al nazifascismo. L'apologia del fascismo e la “riorganizzazione del disciolto partito fascista” è un reato previsto dalla legge. Perché non viene fatto rispettare? Perché nessuno lo ricorda? «Un giorno il fascismo sarà curato con la psicanalisi» scriveva Ennio Flaiano. Oggi accontentiamoci di curarlo con l’educazione alla memoria. Partendo dal fatto che occorre rispettare gli altri e le norme imposte in questo periodo di emergenza virus.
Come ad esempio avviene a Ostia, dove è già difficile in tempo di pax mafiosa far rispettare la legge per i criminali che vi circolano, adesso diventa un gesto malsano per la società. Soprattutto se a circolare per le strade si trova un consigliere comunale di CasaPound che sostiene di andare in giro con la scusa di consegnare pacchi di spesa alle famiglie. E così sfida ogni divieto, ogni restrizione, in un posto in cui dare l'esempio del rispetto di leggi e norme deve essere messo al primo posto da tutti.
Così facendo, fulgide restano le gesta di un manipolo di uomini che hanno tentato di regalare al tempo del coronavirus un momento di gloria mediatica ai “facisti”.