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Attualità
aprile, 2021

Senza vaccino: L’Espresso in edicola e online da domenica 4 aprile

Professionisti protetti dal virus e anziani trascurati. Le leggi sui diritti civili arenate in Parlamento. E la ruggine sul Mose inaugurato due anni fa. Ecco cosa trovate sul numero in arrivo. E gli articoli in anteprima per gli abbonati digitali

Nove persone in posa. La mascherina sul viso, a distanza di sicurezza. Sullo sfondo il palazzo della Regione Lombardia. Sono nove ultrasettantenni “Senza vaccino”, come suona il titolo di copertina del nuovo numero dell’Espresso. Fotografati da Andrea Frazzetta, sono il simbolo delle migliaia di italiani che malgrado l’età non vengono difesi dal virus. Perché non appartengono a una delle categorie che hanno trovato una scorciatoia. Con il consenso della politica. Che protegge i Vip e lascia senza difesa fragili e anziani.

“La disunità vaccinale”: la chiama così nel suo editoriale Marco Damilano. Che ammonisce: il governo ha pochi mesi di tempo per provare di essere in grado di proteggere i cittadini partendo non da chi ha più potere, ma da chi ha più bisogno. Perché le lobby hanno imposto alle Regioni ben altri criteri: è uno scandalo ricostruito nei dettagli in un’inchiesta firmata da Antonio Fraschilla, Fabrizio Gatti, Vittorio Malagutti, Carlo Tecce, Andrea Tornago e Gianfrancesco Turano. Mentre Giuseppe Genna sottolinea il terribile senso di assuefazione che in un anno di pandemia ci ha fatto perdere il senso della tragedia che stiamo vivendo.

Non è solo il diritto alla salute ad uscire malconcio da questi mesi di pandemia: dall’omofobia allo ius soli, Susanna Turco fa un bilancio delle leggi sui diritti civili arenate in Parlamento. Intanto, lo spreco di denaro pubblico per le migliaia di consulenti esterni superflui continua (ne scrive Antonio Fraschilla con un commento di Fabrizio Barca). Eugenio Occorsio ammonisce le aziende italiane a non farsi sfuggire la ripresa che è a portata di mano, mentre Alberto Vitucci denuncia che il Mose, inaugurato da due anni, è nato già marcio per colpa dei materiali scadenti. E Massimo Cacciari riflette amaramente sull'ennesima, disastrosa congiura di corrotti e incompetenti.

Federica Bianchi spiega perché solo ora il mondo si accorge della questione degli uiguri, la minoranza musulmana oppressa dai cinesi. Mariano Giustino racconta la Turchia che vede Erdogan sempre più in difficoltà. Matteo Macor a Ventimiglia raccoglie i sogni infranti dei migranti fermati alla frontiera francese. E Christian Elia firma un ritratto del minatore che in nome dei diritti dei lavoratori sfida gli amici degli oligarchi alle prossime elezioni in Albania.

Altan sbeffeggia l’illusione dell’eterna giovinezza, Makkox compiange le notti insonni dei renziani, Mauro Biani torna sull’errore di usare metafore belliche per raccontare la pandemia. E mentre Michele Serra cerca soluzioni per l’intoppo del Canale di Suez, Antonio Spadaro invita a riflettere sulla parola della settimana: risoluzione.

E L’Espresso chiude con un appello di Riccardo Falcinelli perché i musei italiani tolgano ogni vincolo sull’uso delle immagini, una passeggiata con Umberto Gentiloni tra i tesori raccolti nell’archivio di Sergio Flamigni e una chiacchierata sui pericoli dell’amore con lo scrittore tedesco Bernhard Schlink (di Stefano Vastano). Matteo Nucci invita a rileggere Omero con occhi femminili e Luciana Grosso a salvare dall’oblìo un’affascinante utopia fallita: quella di Soul City, la Capitale dei neri d’America che oggi è diventata una prigione.

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