Il caso

Cannabis, il Tar del Lazio smentisce ancora una volta il governo: ok a CBD per uso orale

Il tribunale conferma lo stop al decreto del ministero che aveva vietato gli oli con la molecola non psicotropa equiparandoli alle sostanze stupefacenti. Per i giudici non ci sono "pericoli di dipendenza fisica o psichica"

di Redazione   26 ottobre 2023

  • linkedinfacebooktwittere-mailpinterest

I prodotti orali contenenti CBD sono consentiti. Il Tar del Lazio ha così confermato la sospensione del Decreto del Ministero della Salute con il quale s'inserisce il cannabidiolo (CBD) - molecola non psicotropa e che non crea dipendenza, contenuta nella pianta di cannabis - tra i medicinali che contengono sostanze stupefacenti. I giudici con la loro ordinanza hanno accolto le richieste cautelari proposte da Ici - Imprenditori Canapa Italia - e hanno obiettato che non sono sufficientemente motivati i pericoli di una possibile dipendenza da cannabidiolo.

 

Il Tar ha rilevato che "la motivazione appare priva della richiesta integrazione istruttoria e non sufficientemente chiara in ordine al dirimente profilo degli 'accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza fisica o psichica'". Pertanto sono stati ritenuto sussistenti "i presupposti per la sospensione del provvedimento gravato, con fissazione a breve del merito in ragione della rilevanza della questione alla prima udienza pubblica disponibile da calendario della sezione". L'udienza di merito è stata fissata il prossimo 16 gennaio. 

 

Il caso
La guerra del governo Meloni alla cannabis: vietati anche gli oli. «Così si distrugge un intero settore industriale»
20-09-2023

 

Come aveva raccontato L'Espresso in una serie di articoli, il nuovo decreto del ministero metteva in serio pericolo l’intero settore della canapa industriale italiana che oggi conta 12mila occupati (senza contare l’indotto). Già prima del decreto, e poi anche in seguito alla sua prima sospensione, i negozi e le aziende del settore avevano lamentato le continue attenzioni delle forze dell'ordine sulle proprie attività, con continui sequestri e "pressioni". Eccessi di controlli che gli imprenditori del settore hanno in più casi denunciato per sottolineare l'impossibilità di lavorare: «Contro di noi si fa una guerra morale e non scientifica», aveva dichiarato Antonella Soldo di Meglio Legale a Rita Rapisardi. 

  • linkedinfacebooktwittere-mailpinterest