Ucraina, migranti e Mes. Oggi e domani Consiglio Europeo
Preceduto dall'approvazione di una risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Giorgia Meloni, si apre oggi a Bruxelles un Consiglio europeo che vedrà tra i suoi temi principali l'appoggio all'Ucraina, con un intervento del presidente Zelensky in diretta web, le migrazioni e il Mes. Alla vigilia la presidente del Consiglio, la Presidente del Consiglio Meloni conferma la volontà di rinviare il dibattito sul Mes a fine estate e attacca il commissario Gentiloni: «Il commissario dice che bisogna correre di più ma se si fosse vigilato di più in passato forse si farebbe più velocemente». I toni si fanno più severi nella critica alla Bce per il continuo rialzo dei tassi di interesse, e verso le opposizioni. Per la segretaria del Pd Elly Schlein: «Tenere bloccati venti Paesi per ragioni ideologiche significa essere un governo irresponsabile che ci sta mettendo in imbarazzo rispetto agli altri interlocutori internazionali. È un fatto di credibilità dell'Italia, attacca», parlando di «un'altra bugia di questo governo» sui migranti, perché ha accettato «un compromesso molto più al ribasso per i diritti delle persone che emigrano e per il nostro Paese, siamo alla follia». Per il leader del M5s Giuseppe Conte «la logica del pacchetto si trasformerà in un pacco». Pur approvando le comunicazioni della presidente del Consiglio, anche il senatore a vita Mario Monti giudica la strategia «a pacchetto una logica perigliosa».
Strage russa nel ristorante di Kramatorsk, almeno 12 morti
Il bilancio degli attacchi russi che hanno distrutto un ristorante nella città ucraina di Kramatorsk è salito stamattina a dodici morti e sessanta feriti. In questa grande città dell'est del Paese sotto il controllo ucraino, dove gli attacchi russi hanno colpito anche abitazioni, attività commerciali, un ufficio postale e altri edifici, stamattina «i servizi di soccorso hanno sgomberato un altro corpo», portando a dodici il bilancio delle vittime, secondo al ministro degli Interni ucraino Igor Klymenko. Per quanto riguarda i feriti, le cifre divergono, Klimenko parla di 65, i servizi di emergenza 60. Secondo quest'ultima fonte, tre bambini sarebbero tra i dodici morti e uno sarebbe rimasto ferito. Undici persone sono state salvate, secondo il salvataggio.
Russia: "Wall Street Journal", Mosca cerca di assumere il controllo globale del gruppo Wagner
Il presidente della Russia, Valdimir Putin, è al lavoro per assumere il pieno controllo delle attività globali del Gruppo paramilitare Wagner fondato da Evgenij Prigozhin, dopo l’insurrezione armata inscenata dal gruppo lo scorso fine settimana. Lo scrive il "Wall Street Journal", che sottolinea come negli ultimi anni l'impero globale edificato da Prigozhin sia stato uno strumento fondamentale e a basso costo per l'espansione dell'influenza di Mosca in Africa e in Medio Oriente. Secondo il quotidiano statunitense, che cita funzionari anonimi e "disertori" della milizia russa, nelle ore successive alla rivolta di Prigozhin il viceministro degli Esteri russo, Andrej Rudenko, è volato a Damasco per consegnare personalmente un messaggio al presidente siriano Bashar al Assad: le forze del gruppo Wagner nel Paese non opereranno più in quel Paese in maniera indipendente. Il ministero degli Esteri russo avrebbe riferito telefonicamente lo stesso messaggio al presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadera, la cui guardia del corpo include anche mercenari della Wagner. Mosca avrebbe inoltre assicurato al presidente che la crisi dello scorso sabato non arresterà l'espansione della presenza russa in Africa. Nei giorni scorsi - prosegue il "Wall Street Journal" - aerei governativi del ministero delle Situazioni di emergenza russo hanno fatto la spola dalla Siria al Mali, un altro degli avamposti internazionali chiave della milizia Wagner.
Francia: 17enne ucciso da polizia, 150 arresti nella notte
É salito ad almeno 150 il bilancio delle persone arrestate in Francia nelle ultime ore durante i disordini innescati dall'uccisione di un ragazzo di 17 anni che guidava senza patente e non si era fermato ad un posto di blocco della polizia. Lo ha reso noto il ministro degli Interni, Gerald Darmanin, che ha parlato di una notte di violenze «intollerabili». Darmanin ha condannato «la violenza intollerabile contro i simboli della Repubblica». «Municipi, scuole e stazioni di polizia" sono stati «incendiati o attaccati», ha scritto il ministro sul suo account Twitter. «Vergogna a chi non ha invitato alla calma», ha aggiunto.
Corano al rogo in Svezia, l’iniziativa di un rifugiato iracheno
Il Marocco ha richiamato il suo ambasciatore in Svezia dopo che una copia del Corano è stata bruciata a Stoccolma, condannando il gesto come «offensivo e irresponsabile». L'autore di questo gesto è un iracheno di 37 anni fuggito dal suo Paese. «Il governo svedese, ancora una volta, ha autorizzato una manifestazione durante la quale è stato bruciato il sacro Corano davanti a una moschea di Stoccolma», si rammarica il ministero degli Esteri marocchino. «Questo nuovo atto offensivo e irresponsabile ignora i sentimenti di oltre un miliardo di musulmani, in questo periodo sacro del grande pellegrinaggio alla Mecca e della festa benedetta di Eid Al-Adha». Per questo, l'incaricato d'affari svedese a Rabat è stato convocato al ministero degli Esteri marocchino. Sul gesto si abbatte anche l’ira del ministro degli Esteri turco, una reazione che potrebbe complicare ulteriormente l'approvazione a lungo ritardata da parte di Ankara della domanda di adesione della Svezia alla Nato. «Condanno la vile protesta in Svezia contro il nostro libro sacro il primo giorno del benedetto Eid al Adha», ha twittato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, aggiungendo che è «inaccettabile consentire proteste anti-islam in nome della libertà di espressione». La polizia svedese ha autorizzato la protesta, alla quale hanno partecipato circa 200 persone, coincisa con l'inizio dei tre giorni della festa musulmana di Eid al-Adha, affermando che i rischi per la sicurezza non erano tali da giustificare una decisione di respingere la richiesta». Anche Arabia Saudita, Egitto e Giordania, tra altri Paesi arabi, hanno condannato il rogo del libro sacro. Il ministero degli Esteri saudita ha affermato in un comunicato che «questi atti ripetuti e odiosi non possono essere accettati o giustificati perché incitano chiaramente all'odio, all'esclusione e al razzismo e contraddicono direttamente gli sforzi internazionali che cercano di diffondere i valori di tolleranza, moderazione e rifiuto di estremismo, oltre a minare il necessario rispetto reciproco nei rapporti tra i popoli e gli Stati». Per la Giordania, che e' stato la prima nazione araba a manifestare la sua condanna, il rogo del Corano «non può essere considerato una forma di libertà di espressione».
Gli scienziati scoprono il "rumore di fondo dell’universo”
Astronomi di tutto il mondo hanno annunciato di aver trovato prova di una forma di onde gravitazionali a lungo teorizzata che crea un "ronzio di sottofondo" che rimbomba in tutto l'universo. La svolta - realizzata da centinaia di scienziati che utilizzano radiotelescopi in Nord America, Europa, Cina, India e Australia dopo anni di lavoro - è stata salutata come una pietra miliare che apre una nuova finestra sull'universo. L'esistenza di queste onde era stata teorizzata da Albert Einstein ma non era stata mai provata finora. Le onde gravitazionali sono increspature nel 'tessuto' dell'universo che viaggiano alla velocità della luce quasi del tutto senza ostacoli. La loro esistenza non è stata confermata fino al 2015, quando gli osservatori statunitense e italiano hanno rilevato le prime onde gravitazionali create dalla collisione di due buchi neri. Queste onde 'ad alta frequenza' sono state il risultato di un singolo evento violento che invia un forte, breve scoppio increspato verso la Terra. Ma per decenni gli scienziati hanno cercato le onde gravitazionali a bassa frequenza, che si pensa siano costantemente in movimento nello spazio come un rumore di fondo. Unendo le forze sotto la bandiera del consorzio International Pulsar Timing Array, gli scienziati che lavorano ai rilevatori di onde gravitazionali in diversi continenti hanno rivelato ora di aver finalmente trovato una forte evidenza di queste onde di fondo. «Ora sappiamo che l'universo è inondato di onde gravitazionali», ha detto ad AFP Michael Keith dell'European Pulsar Timing Array. Per trovare prove di questo andamento alle basse frequenze, gli astronomi hanno osservato le pulsar, i nuclei morti delle stelle esplose in una supernova. Alcuni ruotano centinaia di volte al secondo, facendo lampeggiare raggi di onde radio a intervalli estremamente regolari, come fari cosmici. Ciò significa che possono agire come «un orologio molto, molto preciso», ha detto Keith. Per la nuova ricerca, i radiotelescopi di tutto il mondo sono stati puntati su un totale di 115 pulsar in tutta la Via Lattea. Gli scienziati hanno quindi misurato le differenze incredibilmente piccole nella tempistica degli impulsi, alla ricerca di segni rivelatori di onde gravitazionali. La teoria principale è che le onde provengano da coppie di buchi neri enormi che si trovano al centro di galassie che si stanno lentamente fondendo. A differenza di quelli che hanno causato le onde gravitazionali rilevate in precedenza, questi buchi neri sono quasi inimmaginabilmente grandi, a volte miliardi di volte più grandi del Sole. In futuro, le onde gravitazionali a bassa frequenza potrebbero rivelare di più anche sul Big Bang e possibilmente far luce sul mistero della materia oscura, hanno detto gli scienziati, oltre a far capire meglio come si formano e si evolvono i buchi neri e le galassie.