FdI verso la sospensione di Pozzolo, 'indifendibile'
La cronaca spinge contro il deputato di FdI Emanuele Pozzolo. Nei confronti del parlamentare, un provvedimento del partito è quindi atteso a breve. A comunicarlo potrebbe essere la stessa presidente del consiglio Giorgia Meloni, in conferenza stampa. Le testimonianze raccolte dagli investigatori sullo sparo esploso dalla pistola di Pozzolo durante un cenone di Capodanno a Biella, ospite anche il sottosegretario Andrea Delmastro, sono colpi duri. La posizione di Pozzolo si fa a ogni ora più pesante. Dentro FdI, quasi tutti lo considerano "indifendibile". Meloni viene descritta come molto, molto irritata. Per il momento, il provvedimento di cui si parla è la sospensione dal partito. Poco cambia che venga inflitta o che arrivi con un atto imposto a Pozzolo, un'autosospensione. Per tutta la giornata, è stata attesa una comunicazione ufficiale di FdI. Poi, in serata, è filtrato che non sarebbe arrivata. Per questo, la previsione è che l'annuncio venga fatto durante la conferenza stampa della presidente del consiglio. Anche perché, in quanto leader del partito, il pallino è in mano a lei. Altrimenti dovrebbe entrare in campo una procedura interna, con la chiamata in causa dei probiviri, che allungherebbe i tempi. La procura della Repubblica di Biella potrebbe richiedere una perizia balistica per accertare la dinamica dello sparo. Lo si apprende da fonti investigative. Un accertamento tecnico - viene spiegato - che potrebbe contribuire in modo molto rilevante all'accertamento della verità, soprattutto nel caso in cui le testimonianze raccolte dai Carabinieri subito dopo i fatti e nelle ore successive presentassero discordanze significative.
Hezbollah: «Vendicheremo Arouri, pronti alla guerra»
«Il crimine di Israele in Libano non resterà impunito». Il raid mirato che ha ucciso il numero due di Hamas martedì a Beirut infiamma gli animi dei nemici di Israele, con il rischio sempre più alto di un'escalation regionale del conflitto in corso a Gaza. A cominciare dal leader degli Hezbollah, Hasan Nasrallah, che in un atteso discorso ha avvertito che «la resistenza è più pronta che mai» e ha messo in guardia Israele: «Se pensa di condurre una guerra contro il Libano, la nostra lotta sarà senza limiti e senza regole. Andremo fino in fondo», ha ammonito, apparendo come di consueto in video da una località segreta. La rabbia per l'uccisione di Arouri si è rapidamente diffusa anche fuori dal Libano. L'Iran - alle prese con un sanguinoso attentato nell'anniversario della morte del generale Qasem Soleimani - assicura «una risposta appropriata del fronte della resistenza ai criminali Usa e ai loro alleati».
In Cisgiordania (Arouri era originario di un villaggio vicino a Ramallah) i sostenitori di Hamas hanno dato vita a proteste e scioperi, e la stessa fazione palestinese ha ribadito che l'omicidio non fa altro che aumentare la determinazione "nella lotta contro Israele" che è "tuttora in corso". La vicenda ha inoltre gelato le speranze di un accordo in tempi brevi per il rilascio degli ostaggi israeliani ancora in prigionia a Gaza: l'Egitto si è sfilato dal suo ruolo di mediazione nei negoziati, mentre il Qatar - che ospita a Doha il capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh - per il momento tace. Dal canto suo Israele non ha apertamente rivendicato l'omicidio di Arouri, ma il capo del Mossad, David Barnea, ha ribadito che tutti i responsabili del massacro del 7 ottobre saranno eliminati. E il capo di Stato maggiore dell'esercito, Herzl Halevi, in visita al confine con il Libano, ha avvertito che la preparazione militare al nord "è estremamente forte": «Nel prossimo anno, manterremo un ampio numero di soldati lungo il confine». Nella speranza di non veder coinvolto il Libano - che affronta una devastante crisi economica - in un conflitto regionale, il ministro degli Esteri di Beirut, Abdallah Bou Habib, ha invece esortato Hezbollah «a non rispondere da soli e a dialogare» con il governo. «Siamo molto preoccupati. I libanesi non vogliono essere trascinati, anche Hezbollah non vuole essere trascinato in una guerra regionale», ha aggiunto parlando alla Bbc.
Commesse milionarie Anas: Verdini jr non risponde al Gip
Tommaso Verdini si è avvalso della facoltà di non rispondere al gip di Roma nell'ambito dell'interrogatorio di garanzia nell'indagine sulle commesse in Anas. Stessa scelta è stata fatta dalle altre persone raggiunte, il 28 dicembre scorso, da misura cautelare. In particolare, in base a quanto si apprende, Verdini jr non si è recato a piazzale Clodio trasmettendo al giudice una dichiarazione in cui manifestava la sua volontà di avvalersi. Verdini jr è indagato per corruzione e turbativa d'asta. Nel procedimento è iscritto anche il padre di Denis. Anche il socio di Tommaso Verdini nella società di lobbying Inver, Fabio Pileri, ha scelto di non rispondere al gip della Capitale. Lasciando il tribunale di Roma il suo difensore, l'avvocato Alessandro De Federicis, ha spiegato i motivi della decisione: «Questa indagine è durata due anni, il giudice ha impiegato 5 mesi per scrivere l'ordinanza: la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere era obbligata. Abbiamo visto molte cose sulle quali avremmo da dire, ma in questa fase dobbiamo prima verificare l'entità dell'accusa».
Il legale ha poi aggiunto "due annotazioni". «In questa inchiesta ci siamo dimenticati tutti della presunzione di innocenza e che i processi in Italia non si riescono più a fare a piede libero. Dopo due anni di indagini avevamo dato la disponibilità, al deposito degli atti, a chiarire perché noi sappiamo di questa indagine da tempo, perché c'era stata una perquisizione nel luglio 2022. Tutto ciò non è avvenuto e oggi ci troviamo con le misure cautelari che privano la libertà a persone che potrebbero essere innocenti - conclude il penalista -. I fatti si chiariranno tra molti mesi nel processo e in questo tempo dovranno subire una privazione della libertà sovradimensionata a nostro avviso. Valutiamo il ricorso al Riesame».
Blinken parte per nuovo viaggio in Israele
Il capo della diplomazia americana, Antony Blinken, inizierà nelle prossime ore una nuova missione in Medio Oriente nella speranza di evitare un allargamento della guerra a Gaza dopo l'uccisione a Beirut del numero due di Hamas, Saleh al-Arouri, e gli attentati di ieri in Iran durante le celebrazioni per il quarto anniversario della morte del generale Qassem Soleimani. Il segretario di Stato americano partirà stasera da Washington per la quarta visita dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas, con una sosta prevista nello Stato ebraico. Al momento non sono noti molti dettagli della missione, altre al fatto che Blinken sabato dovrebbe essere in Turchia.