Attualità
6 novembre, 2025Il settimanale, da venerdì 7 novembre, è disponibile in edicola e in app
Un pallone da calcio che emerge dal buio: la copertina del nuovo numero de L’Espresso trova un’immagine inequivocabile per rappresentare l’inchiesta sulle “Mafie nel pallone”, un affresco firmato da Carlo Tecce e Gianfrancesco Turano sulla giungla di fondi esteri, affari immobiliari e scommesse che, grazie a norme poco chiare, ha permesso a lobby e crimine organizzato di mettere le mani sullo sport. Dagli Usa, Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni raccontano come Trump stia cercando di controllare anche il calcio: anche questo è un esempio dello strapotere di uomini soli al comando che prendono decisioni umilianti per la democrazia e per il diritto internazionale, a cui il direttore Emilio Carelli dedica il suo editoriale.
Il giro d’Italia di Susanna Turco in vista delle prossime elezioni arriva a Napoli, dove un formicaio di reduci appoggia la corsa alla Regione di Roberto Fico. La riforma della giustizia, scrive Enrico Bellavia nel suo editoriale, è il simbolo di una politica insofferente ai controlli: e il referendum che incombe è un problema sia a destra, con Meloni che non vuole metterci la faccia per evitare che sia un voto sul governo (lo scrive Marco Antonellis), sia a sinistra, cobe le divergenze di vedute, ammonisce Sebastiano Messina, rischiano di trasformare la campagna referendaria in un campo di battaglia.
Gloria Riva entra nel dettaglio dei conti disastrosi dei centri di detenzione in Albania, denunciati dalla Ong Actionaid; il medico Mario Caradonna racconta le falle nell’organizzazione dell’assistenza ai migranti di Lampedusa; Leonardo Bartoletti annuncia un progetto di rilancio dell’artigianato per il centro di Firenze. Carlo Cottarelli analizza i nodi degli aumenti salariali, Diletta Bellotti denuncia il lavoro precario che si nasconde dietro il boom degli affitti brevi. E mentre Federica Bianchi firma un ritratto di Jordan Bardella, star della destra francese, Rosita Rijtano spiega perché, tra i giovani che lasciano l’Italia, quelli di origine straniera sono una percentuale altissima.
Lunedì 10 in Brasile inizia la Cop 30: Daniele Mastrogiacomo racconta speranze e limiti della conferenza mondiale sul cambiamento climatico e intervista una dei partecipanti, la biologa italiana Emanuela Evangelista, che da 22 anni vive in Amazzonia. Il centro studi Italy for Climate intanto lancia l’allarme: da noi l’aumento della temperatura nelle città arriva a 6 gradi (il coordinatore Andrea Barbabella lo spiega ad Angiola Codacci-Pisanelli). Si parla anche della Cina (Federica Bianchi analizza un’economia in continua crescita), del Camerun (Antonella Napoli racconta i 43 anni di potere del presidente Paul Biya) e dello sfruttamento del lavoro minorile, in un drammatico rapporto dell’Unicef (ne scrive Tommaso Gioia).
Dalla Palestina, Jacopo Mocchi intervista il figlio di Marwan Barghouti, Arab, sui motivi che spingono Israele a tenere in cella il possibile pacificatore che anche Trump vorrebbe libero, ed Erica Manna racconta gli ostacoli che gli israeliani hanno messo a un convoglio di aiuti umanitari in viaggio per Gaza. E mentre Alice Dominese fa il punto sui tentativi di far riparare in Italia profughi in attesa del visto, Alae Al Said accosta notizie di cronaca e racconti di famiglia per far sentire al lettore quanto sia doloroso per chi abita in Cisgiordania il continuo assalto dei coloni nel periodo del raccolto delle olive.
Nelle pagine di Economia, Eugenio Occorsio ricostruisce la fuga da Wall Street da tante aziende che alla Borsa preferiscono società di investimento private, mentre Uski Audino analizza la dipendenza dalla Cina dell’industria tedesca. E Chiara Conte ricostruisce il mercato ittico mondiale, dominato da dalle navi da pesca industriali che, dalle coste del Senegal al Mediterraneo, danneggiano i pescatori locali. E mentre Marco Montemagno analizza rischi e occasioni della Grokipedia, l’enciclopedia di Musk che dovrebbe fare del tutto a meno del controllo umano, Alessandro Longo intervista Cory Doctorow sul monopolio dell’online controllato da grandi piattaforme che seminano misoginia e complottismo.
E L’Espresso chiude con un ritratto letterario di Margaret Atwood firmato da Gaia Manzini, un bilancio dei 10 anni dell’iniziativa #ioleggoperché curato da Sabina Minardi e una visita di Giuseppe Fantasia nello studio di Marcello Maloberti che è artista e poeta, regista e performer. Giulia Rugolo annuncia uno studio sui benefici della lettura che sarà presentato a Bookcity Milano, Alessio Vannetti recensisce il nuovo saggio di Vera Gheno, Claudia Catalli intervista il regista francese Luc Besson.
L’album curato da Tiziana Faraoni ci porta sul set de “Gli spostati”, ultimo film di Marilyn Monroe. Stefania Rossini dialoga con un lettore sul maschilismo di ritorno, Loredana Lipperini mette in guardia contro una destra che evoca a sproposito intellettuali scomparsi come Murgia e Pasolini. E Sebastiano Diamante annuncia una sorpresa che unisce archeologia e moda recente nei mosaici di Piazza Armerina: i restauratori hanno scoperto che, ai piedi delle famose ragazze in bikini, ci sono le flip flop.
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