Attualità
23 settembre, 2025“Già cinque emittenti pubbliche hanno deciso nelle scorse settimane di non partecipare alla manifestazione se prenderà parte Israele. Chiediamo che l'Italia faccia altrettanto, dando un segno concreto di vicinanza a un popolo sottoposto a sterminio"
I tre consiglieri Rai Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale hanno chiesto che l'Italia non partecipi all'Eurovision Song Contest 2026 in programma a Vienna. Con una nota, i consiglieri hanno spiegato che “l'ondata di solidarietà per la Palestina che ieri (22 settembre, ndr) ha attraversato l'Italia, portando in piazza centinaia di migliaia di persone e trovando il sostegno anche di molti dipendenti del servizio pubblico (come attesta la mancata messa in onda di varie trasmissioni) deve “interrogare anche la Rai”. “Già cinque emittenti pubbliche hanno deciso nelle scorse settimane di non partecipare se alla manifestazione prenderà parte Israele. Chiediamo che l'Italia faccia altrettanto, dando un segno concreto di vicinanza a un popolo sottoposto a sterminio", hanno dichiarato.
Il rimando dei consiglieri è ai valori fondanti del festival, ossia “pace, inclusione, rispetto e fratellanza tra i popoli”. “Tuttavia, la partecipazione di Paesi coinvolti in gravi violazioni dei diritti umani rischia di comprometterne profondamente il senso e la credibilità: ricordiamo che proprio per questo, in anni recenti, l'Ebu (European broadcasting union, ndr) ha deciso di escludere prima la Bielorussia e poi (dopo l'invasione dell'Ucraina) la Russia. In questo contesto, la presenza italiana, senza alcuna forma di dissenso o segnale simbolico, potrebbe essere interpretata come una legittimazione silenziosa di ciò che sta accadendo".
Secca la richiesta di una presa di posizione dell’Italia: “Crediamo che l'Italia, Paese fondatore dell'Unione europea e storicamente impegnato nella promozione della pace debba assumere una posizione coerente con i propri valori costituzionali e con il sentimento di tanta parte della propria cittadinanza. Annunciare ora questa scelta è un modo in più per far pressione su Israele, fargli percepire l'isolamento internazionale e indurlo a fermare il massacro: magari in tempo per tornare sul palco di Vienna".
L’atto di protesta è rivolto contro la presenza al festival di Israele, che partecipa al Contest dal 1973. Altri paesi europei avevano già avanzato la proposta di boicottaggio, tra cui Spagna, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia.
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