Attualità
13 gennaio, 2026I due prigionieri in Venezuela hanno fatto rientro con un volo di Stato da Caracas. Ad attenderli c'erano i familiari, i legali, la presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri
Sono arrivati intorno alle ore 8:30 di questa mattina (13 gennaio), dopo oltre un anno di carcere e trattative coperte dal riserbo diplomatico. Alberto Trentini e Mario Burlò hanno fatto rientro in Italia, atterrando a Ciampino con un volo di Stato partito da Caracas. L'aereo ha riportato in Italia i due cittadini detenuti in Venezuela dal novembre 2024. Ad attenderli, nell’area riservata ai voli istituzionali, c’erano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, i familiari e i legali.
"Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo", hanno scritto Trentini e la famiglia all'uscita dall'aeroporto di Ciampino, con la dichiarazione letta dall'avvocata Alessandra Ballerini. "Non si possono cancellare le sofferenze e questi interminabili 423 giorni. Da adesso in poi abbiamo bisogno di vivere giornate serene e costruttive per tentare di cancellare i brutti ricordi e tentare di superare le sofferenze di questi 14 mesi".
Chi sono Trentini e Burlò
Trentini, cooperante veneziano di Humanity & Inclusion, era stato arrestato senza accuse formali durante una missione umanitaria ed è rimasto detenuto per 423 giorni nel carcere di El Rodeo I. Il suo caso aveva assunto nel tempo un forte rilievo pubblico, diventando uno dei dossier più sensibili nei rapporti tra Roma e Caracas. Burlò, imprenditore torinese, era stato fermato nello stesso periodo ed era detenuto nello stesso istituto penitenziario, in un contesto che le autorità italiane hanno sempre ricondotto alla cosiddetta diplomazia degli ostaggi. Entrambi sono stati rilasciati nella notte tra l'11 e il 12 gennaio e, dopo aver trascorso le prime ore di libertà con l'ambasciata italiana, sono tornati a casa.
Il rientro dei due italiani arriva all’interno di una più ampia tornata di scarcerazioni (incluse quelle di altri due italiani, Luigi Gasperin e Biagio Pillieri) decise dal governo venezuelano dopo settimane di contatti multilaterali. Tajani ha parlato di "un lavoro lungo e discreto" e ringraziato i canali diplomatici (inclusa la presidente ad interim Rodriguez), confermando l’impegno dell’Italia per gli altri connazionali ancora detenuti nel Paese sudamericano.
L’aereo che li ha riportati a casa chiude una vicenda durata più di un anno. Ma lascia sul tavolo una questione ancora aperta: quella degli italiani che, in Venezuela, restano in attesa di una pista di rientro.
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