Attualità
19 gennaio, 2026Il numero uno del calcio mondiale prende di mira il comportamento dei campioni del torneo, che hanno momentaneamente lasciato il terreno di gioco dopo il rigore assegnato al Marocco. Episodi che per il presidente Fifa "non hanno posto nel calcio"
Tensione, gol annullato, proteste, ventitré minuti di recupero, un rigore sbagliato e poi il sigillo nei supplementari. Ma soprattutto: una delle due squadre che va via dal campo e si ritira negli spogliatoi, per poi rientrare e alzare mezz’ora dopo il trofeo. La finale di Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal, vinta dagli ospiti a Rabat, è stato un concentrato di calcio e bailamme. Una serie di inusuali scene che il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha definito “inaccettabili”.
Nel mirino del numero uno del calcio mondiale è finito soprattutto il comportamento dei giocatori del Senegal. Al 97’, dopo la decisione dell’arbitro congolese Ndala Ngambo di assegnare un rigore al Marocco davanti a 70 mila spettatori, gran parte della squadra africana aveva deciso di abbandonare il terreno di gioco. Appena tre minuti prima, lo stesso direttore di gara annullava un gol al senegalese Ismaïla Sarr per una presunta trattenuta in area. Un contatto giudicato da molti di intensità simile a quello che poco dopo ha portato al penalty per i padroni di casa.
Convinto che il Marocco fosse stato favorito, l’allenatore del Senegal, Papa Thiaw, ha esortato i suoi a lasciare il campo per protesta. Una scelta che non ha trovato alcuna giustificazione per Infantino, così come le reazioni sugli spalti: “Condanniamo fermamente il comportamento di alcuni ‘tifosi', nonché di alcuni giocatori senegalesi e membri dello staff tecnico. È inaccettabile abbandonare il campo di gioco in questo modo e, allo stesso modo, la violenza non può essere tollerata nel nostro sport, semplicemente non è giusto. Le brutte scene a cui abbiamo assistito - la conclusione del presidente della Fifa - devono essere condannate e non devono mai più ripetersi. Ribadisco che non hanno posto nel calcio”.
A far rientrare il disordine è stato il capitano Sadio Mané, corso negli spogliatoi per riportare i compagni in campo. Una volta riassestati tutti attorno all’area di rigore, l’ex Milan Brahim Díaz si è presentato sul dischetto. Un bacio al pallone, sguardo glaciale, la lunga rincorsa. E alla fine il suo cucchiaio si è spento tra le braccia del portiere Édouard Mendy. Che ha tenuto in vita le speranze del Senegal e spazzato via i festeggiamenti del Marocco, andato poi sotto nel punteggio dopo 4’ dall’inizio dei supplementari per il gol di Pape Gueye. Anche lui, come Mané, pochi minuti prima aveva deciso di restare in campo.
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