Attualità
12 febbraio, 2026In una intervista a La Stampa, la magistrata ha evidenziato alcuni punti critici del disegno di legge: "Il respingimento collettivo delle persone in alto mare è vietato sia dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sia da tutte le convenzioni internazionali"
"Il respingimento collettivo delle persone in alto mare è vietato sia dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sia da tutte le convenzioni internazionali". Con queste parole la giudice Silvia Albano torna a parlare di diritti dei migranti. La magistrata del tribunale di Roma è stata intervistata da La Stampa all'indomani dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo ddl Immigrazione.
Chiamata a commentare in qualità di esperta le nuove misure previste, Albano ha sottolineato che il respingimento delle persone in mare - regolato dal disegno di legge - "dev'essere una possibilità davvero eccezionale". "È rischioso dire che il blocco navale può scattare con un'eccezionale pressione migratoria - ha aggiunto - visto che questa è una condizione frequente, come è stato ad esempio quando è scoppiata la guerra in Ucraina". Secondo l'esperta quindi l'Italia rischierebbe di adottare delle politiche in contrasto con i diritti umani.
Il nuovo ddl introduce anche paletti più stringenti per il ricongiungimento, limitandolo a nucleo stretto, una scelta che Albano non considera sensata: "Si parla tanto di sicurezza e non credo che restringere sul tema convenga" perché "è statisticamente provato che chi qui ha famiglia è più inserito, più integrato e delinque di meno".
"Se passa il concetto che i diritti fondamentali e inviolabili valgono meno per alcune categorie di persone, allora sono i diritti di tutti ad essere messi in discussione", ha sottolineato la magistrata.
Albano è intervenuta anche sul tema del pacchetto sicurezza, commentando: "Credo che si affermi un concetto di sicurezza e ordine pubblico fondato solo sulla forza e sulla repressione che è del tutto contrario alla nostra Costituzione".
Alla fine, Albano ricorda gli screzi avuti con il governo, quando annullò il trattenimento dei migranti nel centro albanese di Gjader: "Da quando ho adottato provvedimenti sgraditi al governo sono diventata un bersaglio - ha detto - e la Corte di Giustizia ha dato ragione ai giudici romani, ma questo non si dice".
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