Attualità
27 febbraio, 2026"Come le farfalle" è l'ultima opera dell'artista e attivista romana, partita da Barcellona per annunciare al Festival la nuova spedizione della Global Sumud Flotilla, prevista ad aprile
È arrivata dal mare, in barca, come un messaggio infilato in una bottiglia. Quattrocento miglia da Barcellona a Sanremo, le vele con i volti di donne e bambini della Striscia e poi l’approdo nella città portuale dove per una settimana l’Italia guarda solo dall’altra parte: verso il palco. La street artist Laika ha scelto le casse del Festival per far risuonare il suo messaggio, che denuncia il genocidio di Gaza e annuncia la nuova spedizione della Global Sumud Flotilla.
laika porta il genocidio di gaza a sanremo
Nel centro della città ha lasciato “Come le farfalle”. Un murale con una bambina che tiene in mano una bambola e le ali che spuntano dalla schiena. Un’immagine sì leggera, ma che si appoggia su numeri duri: oltre 72mila morti a Gaza, circa il 30% minori secondo analisi indipendenti. “Non amo le situazioni affollate, ma in un momento di totale silenzio scelgo il posto dove c’è più rumore”, ha spiegato l’artista, rivendicando la scelta di Sanremo.
Il progetto è la prosecuzione di un viaggio iniziato in mare con l’opera "Again”, dipinta sulle vele, e legato alla nuova spedizione della Global Sumud Flotilla prevista per aprile. Laika cita anche “Stella Stellina” di Ermal Meta, ringraziandolo per essersi esposto con una canzone che parla di una bambina senza nome morta a Gaza: “Grazie per esserti esposto con coraggio. Non si tratta di essere politicizzati”, dice, “questa è una questione di umanità”. L’arte urbana, suggerisce Laika, oltre a decorare i muri deve incrinarli. Seppur sia fragile, come le farfalle che “a volte vivono un solo giorno”, riesce a farsi notare.
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