Attualità
5 febbraio, 2026Sentenza storica: Federica Fontana, archeologa morta nel 2024, è stata riconosciuta post-mortem come "madre intenzionale" delle bambine che aveva avuto con la moglie Emanuela Murgia
Anche i figli di “madri intenzionali” potranno avere la pensione di reversibilità. In Italia non esiste una legge specifica sul tema e per questo il tribunale di Trieste è intervenuto sul caso di Federica Fontana, nota archeologa, morta a 61 anni il 19 maggio 2024 dopo una lunga malattia. I giudici hanno riconosciuto Fontana madre a tutti gli effetti delle figlie che la donna aveva avuto con la moglie Emanuela Murgia. L’archeologa non aveva potuto riconoscerli in vita, perché la legge non lo consentiva.
Era stata la vedova ad avviare il procedimento in base a una “azione di stato”, atto solitamente usato per il riconoscimento della paternità. A riportare la vicenda è il Corriere della Sera, che ha intervistato Emanuela Murgia. “È stata mia figlia maggiore a farmi capire che dovevo farlo, ha firmato un disegno con il doppio cognome, anche se all’anagrafe aveva solo il mio - racconta -. L’ho visto come un modo di affermare la sua appartenenza”.
La primogenita della coppia è nata nel 2017 a seguito di una fecondazione assistita in Spagna. La seconda, con lo stesso metodo, nel 2021. Dopo la scoperta della malattia nel 2022, le due donne si sono unite civilmente, “ma dopo che Federica è morta mi sono resa conto che le bambine erano tagliate fuori da un sacco di cose: dalle borse di studio per orfani alla pensione di reversibilità della mamma”, ha spiegato Murgia. Così, ha deciso di fare richiesta di riconoscimento in Tribunale". Il procedimento è stato seguito pro bono dalle avvocate di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti Lgbtqia+, Patrizia Fiore, Manuel Girola, Valentina Pontillo e Giulia Patrassi Leopardi – in quanto iniziativa strategica per l’affermazione dei diritti dei figli delle coppie dello stesso sesso.
Il tribunale di Trieste ha verificato che Fontana avesse effettivamente deciso di avere le bambine con la moglie e che fosse stata sin dall’inizio la loro madre, e ha poi disposto il riconoscimento post-mortem, rendendo le figlie eredi legittime a pieno titolo. Questo riconoscimento permette loro di beneficiare delle prestazioni previdenziali previsti per i figli di un genitore deceduto, compresa la pensione di reversibilità al 100%, che la legge Italia prevede nei casi un cui siano presenti almeno due figli e un coniuge.
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