Attualità
5 febbraio, 2026Le incongruenze con la scena reale sono state analizzate da Facta News
Teorie del complotto, meme e fiumi di interazioni. Sulle pagine social della Polizia di Stato è scattata la caccia al ritocco fotografico con l’intelligenza artificiale, ma anche all'ultima teoria della cospirazione. Al centro della polemica, il post di solidarietà per due degli agenti coinvolti negli scontri del 31 gennaio a Torino. La manifestazione pacifica a sostegno del centro sociale Askatasuna è infatti diventata teatro, verso la sua fine, di violenti scontri con le forze dell’ordine. Il bilancio è stato di decine di manifestanti e agenti feriti. Tra questi, i due immortalati dalle fotografie, che hanno riportato rispettivamente 20 e 30 giorni di prognosi.
Le immagini pubblicate su X, Facebook e Instagram dai profili ufficiali della Polizia di Stato sono due, ma è proprio la prima a scatenare i social. A raccogliere la segnalazione è Facta News, che passa in rassegna tutte le incongruenze tra l’immagine pubblicata e la scena reale per come ripresa dal video di Torino Oggi.
Una scritta senza senso sul casco blu del poliziotto, una stranezza in quella sul retro del giubbotto, l’assenza dello scudo e il volto scoperto a fronte di quello coperto dalla maschera a gas che risulta dal video.
Le incongruenze sono più di una, sia nelle figure in primo piano che nello sfondo, che non corrisponde a quello reale di Corso Regina Margherita. La cancellata si accorcia bruscamente in un punto, l’asfaltatura viene sostituita con dei sanpietrini e la profondità della prospettiva al di dietro è improbabile: la foto incriminata, raffigura infatti un’automobile a fari accesi dove nella realtà vi è un parco giochi per bambini.
L'immagine è stata inviata ad Ansa dall’ufficio stampa della Polizia e poi rapidamente ripresa dalle testate nazionali. A farle da contraltare, quelle diffuse sui social poche ore prima, che invece corrispondono con la versione video, a dimostrazione del fatto che l'immagine diffusa dal profilo ufficiale della Polizia e poi dall'ufficio stampa non risponde alla realtà.
Un falso creato con l’intelligenza artificiale che rischia di diventare benzina sul fuoco dell'opinione pubblica online nell'epoca della post-verità, in cui distinguere tra vero e falso è sempre più difficile.
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