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12 marzo, 2026Tra febbraio e novembre 2025, nelle zone dell’istituto non coperte dalle telecamere gli agenti avrebbero commesso una serie di violenze: pestaggi, schiaffi, pugni, aggressioni con sedie, bastoni ed estintori. Le vittime sarebbero almeno tredici detenuti stranieri, tra i 15 e i 19 anni
"Mi ha lanciato addosso dei libri e mi ha fatto sdraiare sul lettino, togliere i pantaloni e gli slip. Poi mi ha minacciato di tagliarmi le palle". Questa è solo una delle testimonianze scritte nelle carte dell'inchiesta della procura di Roma sulle presunte minacce e torture di dieci agenti all'interno del carcere minorile di Casal del Marmo, come riporta La Repubblica.
Dieci gli agenti che al momento risultano indagati, due dei quali per tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico in atto pubblico. Per cinque di loro i pm hanno chiesto la sospensione dal servizio.
Tra febbraio e novembre 2025, nelle zone dell’istituto non coperte dalle telecamere gli agenti avrebbero commesso una serie di violenze: pestaggi, schiaffi, pugni, aggressioni con sedie, bastoni ed estintori. Le vittime sarebbero almeno tredici detenuti stranieri, tra i 15 e i 19 anni. "Vi porto sopra e vi faccio come carne macinata", era una delle minacce i ragazzi si sentivano ripetere, come si legge nelle carte dell'inchiesta. Oltre alle testimonianze dei giovani detenuti, ci sono anche i racconti di alcuni operatori del penitenziario: cappellani, suore, educatori. Sarebbero stati proprio loro a rompere il silenzio durato mesi per paura di ritorsioni. "Qui o si interviene o scappa il morto", avrebbe detto uno dei cappellani.
Casal del Marmo è un carcere difficile: sono state 214 le sanzioni disciplinari nel 2024, 16 i detenuti trasferiti nel circuito per adulti per ragioni di sicurezza, 188 gli episodi di autolesionismo e 17 i tentati suicidi. Ma anche quattro evasioni. Una situazione che è stata denunciata anche dai sindacati della polizia penitenziaria.
L’inchiesta della pm Rosalia Affinito e dell'aggiunto Giuseppe De Falco, nata dai racconti ascoltati dal capo del dipartimento per la Giustizia minorile del ministero, Antonio Sangermano, quindi sul tavolo dei magistrati della procura guidata da Francesco Lo Voi.
I ragazzi saranno ascoltati da un giudice, negli incidenti probatori. I giovani hanno raccontato di agenti ubriachi e drogati: anche se questo aspetto è oggetto di un’altra inchiesta che riguarda la presunta vendita di stupefacenti ai detenuti da parte dei poliziotti e sulla diffusione di cellulari.
I referti medici dei detenuti che avrebbero subito violenza fisica parlano di "ecchimosi con escoriazioni sul costato", "lividi sul petto", "ferita all’occhio", "escoriazioni alla spalla", segni che potrebbero rivelarsi compatibili con le testimonianze.
Il Beccaria a Milano
La vicenda del carcere romano ricorda il caso scoppiato nell'aprile 2024 sulle violenze all'interno dell istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano, un'altra delle strutture più problematiche del Paese. Nell'inchiesta milanese sono 51 le persone indagate - a vario titolo per maltrattamenti, tortura, lesioni -, per la maggior parte agenti. Le indagini erano iniziate nel 2022 a partire dalle segnalazioni di alcuni genitori dei detenuti.
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