Sfoglia Uno stralcio dal libro
Di materiale per una risata - spesso amara, ma pur sempre una risata - nei suoi oltre vent'anni di vita la Lega ne ha offerto tanto. A partire dai simboli della Padania (un armamentario incredibile di ampolle, mitologie farlocche, condottieri lombardi dall'incerta esistenza storica), passando alle dichiarazioni dei suoi leader, spesso irripetibili ma indubbiamente pittoresche, è dall'entrata in scena nel 1989 che le camicie verdi offrono alla satira materiale di prim'ordine.
Un compendio di battute, barzellette, 'ipse dixit' dei capi del partito e dei loro alleati e dichiarazioni di intellettuali e comici è appena uscito in libreria. Si intitola 'Barzellette e battute sulla Lega Nord' (Barbera editore) e ne trovate uno stralcio in questa pagina. E' firmato da 'Marta X e Piero Y', ma l'autore - mantovano, è autore di altri libri satirici - nega di aver usato uno pseudonimo per ragioni 'politiche'. "Scrivo tanto, e per varie case editrici, e non mi piace che tutto esca con il mio nome, lo inflazionerebbe" ci spiega. "Si pubblicano tanti libri di satira politica, ma mi pareva che non ce ne fosse uno dedicato solo alla Lega". Un vuoto tutto da colmare, secondo Piero Y, visto che i promotori della Padania, con tutta la loro prosopopea federalista, anti-meridionalista e razzista, sono il bersaglio ideale dello humour 'colto' ma anche del motto popolare.
"Ho raccolto il materiale qua e là" spiega Piero Y. "ascoltando la gente nei bar ma anche 'scavando' su Internet. Il sito spinoza.it è una miniera, come anche lo sono le dichiarazioni pubbliche dei capofila del Carroccio. Non solo Umberto Bossi, ma Calderoli, Boghezio, Tosi. Mi sono limitato, perché certe volte si scivola su una china di razzismo e antimeridionalismo che è troppo greve e non mi piaceva nemmeno riportare". Analizzando barzellette e battute dei sulla Lega, si nota l'insistenza "sulla balordaggine e la volgarità dei capi leghisti". La discesa in campo del figlio del Senatur, poi, è una manna per chi voglia ironizzare sul tema. "Renzo Bossi è il bersaglio comico perfetto, a partire dalla parodie televisive di Crozza e Max Paiella". Così sul Trota ci si spreca: "Renzo Bossi bocciato per la terza volta. Ma non mi sento di gettargli la croce addosso: pensate che fatica, sostenere l'esame di maturità in una lingua straniera" si legge in una pagina, e in un'altra: "Elezioni regionali: Renzo Bossi ha ottenuto 12.893 voti. Quasi tutti ex compagni di classe".
Il libro si chiude con gli 'Ipse dixit' di Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Erminio Boso e degli esponenti del Pdl. Uno specchio non solo del razzismo propugnato dal partito (gli immigrati sono quasi sempre i 'bingo bongo') ma del rapporto contradditorio tra l'anima leghista e Silvio Berlusconi, che a seconda del periodo è un criminale, un "mafioso" che sarà costretto " a scappare dal Nord di notte" (Umberto Bossi, 1995) oppure un valoroso combattente per la libertà a cui dire, in lombardo, ovviamente, "tegn' dür, mai molar" (Umberto Bossi, 2006). Sarebbe curioso vedere cosa uscirà dal cappello padano nei giorni della crisi.