La purezza rivoluzionaria del movimento Modernista americano, il suo morbido e asciutto disegno, non avrebbero la stessa forza nella memoria iconografica di quel capitolo essenziale dell'architettura contemporanea senza le fotografie di Ezra Stoller.
Le opere di Frank Lloyd Wright, Eero Saarinen, Mies van der Rohe, Marcel Breuer e molti altri sono state non banalmente celebrate, ma attentamente raccontate dall'obiettivo del fotografo americano, che ne ha colto le declinazioni nello spazio come fossero le espressioni diverse di un volto.
La galleria Yossi Milo di New York presenta dal 6 gennaio una selezione di opere celebri e meno conosciute di Stoller, ricomponendo così la traccia narrativa che il fotografo tesseva attraverso immagini apparentemente documentali intorno ai suoi soggetti.
Pur ritraendo edifici ed interni, Stoller non si comportava tanto diversamente da un fotografo naturalistico ed era capace di aspettare per giorni che la luce giusta cadesse sulle curve, le pieghe e le trasparenze delle opere architettoniche che doveva ritrarre, modellando la prospettiva del suo sguardo e la sintassi della composizione sul lessico di un'altra visione, quella dell'architetto. E senza mancare di cogliere i nessi con l'ambiente nel quale l'edificio era inserito: spazi, dettagli, presenze sono contrappunti significanti, piccoli specchi dai quali l'architettura ritorna avvicinata, sottolineata nei suoi tratti distintivi.
Basti pensare all'esterno del Guggenheim, carezzato dall'arco di foglie di un albero, di là della strada, o al passante fermo ad osservare il caveau della Manufacturers Trust sulla Fifth Avenue, a New York, il volto riflesso dal vetro, in un'espressione assorta e sospesa che dà ancora più risalto al congegno prezioso e inaccessibile della banca.
L'architettura, il suo luogo e il suo tempo. Il tutto disteso in un impeccabile bianco e nero, elegante e levigato, che condurrebbe l'osservazione sul piano della pura astrazione se non portasse appunto nella sua trama finissima un tenue ma chiaro apparato di nessi spazio temporali e un vibrante inventario di suggestioni.
Nato a Chicago nel 1915, laureato in architettura e design industriale, Stoller ha lavorato brevemente con il fotografo Paul Strand prima di essere richiamato nell'esercito, nel 1942, dove ha insegnato fotografia nei Signal Corps, a New York. Nel corso della sua lunga carriera non ha fotografato solo i capolavori architettonici del Ventesimo secolo, consegnando la loro icona alla storia: tra i suoi lavori compaiono anche fabbriche, impianti e complessi residenziali. E da grande pioniere della fotografia d'architettura è stato anche il primo fotografo, nel 1961, a ricevere la Medaglia d'oro dell'American Institute of Architects.
Ezra Stoller, Yossi Milo Gallery, 525 West 25th Street, New York
6 gennaio - 12 febbraio 2011
www.yossimilo.com