Una mostra di ricerca curata da Alessandro Mendini al Fuori Salone è uno dei progetti più interessanti di questa edizione

C'è la "Solar Bottle" di un solidissimo nome del design ingegneristico, Alberto Meda: realizzata con Francisco Gomez Paz, è una borraccia da 4 litri in Pet in grado di disinfettare acqua contaminata da batteri grazie all'energia solare e all'azione di raggi Uva e infrarossi. Può essere trasportata facilmente dalla fonte a casa, in un villaggio africano, e il cliente ideale sarebbe forse un'agenzia dell'Onu.

C'è il progetto di riuso degli scarti di lavorazione del legno, essenze come faggio, teak e noce, di Marco Zanuso jr: è la sedia "Sfrida", ha un'assoluta purezza di linee e dimostra che non necessariamente oggetto riciclato uguale oggetto povero. E c'è anche "Wig", la visione fresca e gentile di una ragazza largamente under 30, diplomata all'Accademia di Brera, la portoghese Tania da Cruz: sue le teste portafiori in ceramica bianca, che hanno una grazia matissiana.

"Autoproduzione a Milano" riunisce in tutto 202 designer e artigiani, giovani e vecchi, noti e ignoti. Sono in mostra alla Fabbrica del Vapore di Milano nell'ambito del Fuori Salone, e si è già capito che è una delle idee forti dell'edizione 2012.

Li ha messi insieme l'inesauribile, generoso mixatore di talenti Alessandro Mendini. Lui parla di una «mostra di ricerca», di un «censimento» tra le forze vive che autocreano design, in grado di contrastare dal basso «un'industria divenuta pseudo potere dello styling».

È stato sollecitato da Camillo e Laura Agnoletto e Cesare Castelli, inventori dell'Associazione Milanosiautoproducedesign. Parola lunga ma che riassume il senso dell'operazione: un "ascoltiamo tutti" (forse fin troppi) che riprende lo stile Pisapia, non proprio esente da retorica, ma è un segnale che Milano è vispa, più di quanto si pensi.

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