Cultura
12 gennaio, 2026Nel dicembre del 1926 la scrittrice più famosa d’Inghilterra svanì nel nulla. Un episodio che continua a dividere biografi e lettori, tra trauma, strategia narrativa e verità mai confessate
Undici giorni di assenza, una nazione col fiato sospeso: nel 1926 Agatha Christie sparì davvero, lasciando dietro di sé un enigma che ancora oggi sfugge a una spiegazione definitiva. A distanza di cento anni da quella scomparsa e di cinquanta dalla sua morte, il vero mistero della regina del giallo continua ad affascinare.
Da “signorina per bene” a icona mondiale
Prima di diventare una delle scrittrici più famose della storia, Agatha Christie era una delle tante ragazze di “buona famiglia”. Nasce a Torquay, in un ambiente tipicamente borghese e viene educata in casa per volere di sua madre. Il piacere della scrittura arriva come un destino già scritto: a dieci anni scrive la sua prima poesia. Durante la Prima guerra mondiale si arruola come infermiera volontaria e in seguito lavora come “assistente speziale”: grazie a quell’impiego apprende molte nozioni sui veleni, l’elemento iconico della sua produzione letteraria. Proprio in quegli anni scrive il suo primo romanzo, Poirot a Styles Court, che viene pubblicato solo nel 1920 Il successo arriva rapidamente. I suoi romanzi si impongono per chiarezza strutturale e per una fiducia quasi matematica nell’ordine delle cose: ogni delitto ha una soluzione, ogni indizio un posto preciso. Anche la sua vita privata, almeno in apparenza, sembra seguire lo stesso principio, almeno fino al 1926.
Un matrimonio infelice
Durante una festa, conosce Archibald Christie, un ufficiale dell’esercito britannico senza troppe ambizioni. Eppure, il legame è quasi fulmineo. Si fidanzano e si sposano nel 1914, poco prima che Archibald venga inviato al fronte. Un matrimonio frettoloso, nato sotto il segno della distanza e dell’urgenza, alimentato più dalle lettere e dalle attese che da una vita reale insieme. Quando la guerra è finita e la carriera letteraria di Agatha esplode, il matrimonio si incrina rapidamente. Forse è soprattutto il successo della moglie a mettere a disagio Archibald che intreccia una relazione con un'altra donna. Nel 1926 confessa tutto e chiede il divorzio. Per Agatha Christie è uno shock profondo, privato e pubblico insieme: una frattura che precede di poche ore la sua misteriosa scomparsa.
Dicembre 1926: il giorno in cui sparì nel nulla
Nel 1926, la Christie è già una scrittrice di grande successo ma non lo è la sua vita privata: al divorzio si aggiunge la morte della madre che la getta in uno stato depressivo. La sera del 3 dicembre 1926, dopo un periodo segnato da lutti e tensioni coniugali, la signora Christie esce di casa e sparisce nel nulla. La mattina seguente la sua automobile viene ritrovata abbandonata nei pressi di una cava nel Surrey in uno scenario degno dei suoi stessi romanzi: i fari erano accesi, i suoi effetti personali erano ancora all’interno ma nessun segno evidente di colluttazione. La prima ipotesi è ovviamente quella del suicidio ma non convince tutti. Per giorni l’Inghilterra assiste a una caccia senza precedenti: centinaia di volontari, cani, sommozzatori, titoli sensazionalistici. Ogni pista sembra plausibile, ogni ricostruzione smentita poco dopo. Viene rintracciata undici giorni dopo, in un hotel sperduto nello Yorkshire, registrata sotto falso nome. Ai familiari e alle autorità dichiara di non ricordare nulla di quanto accaduto. Nessuna confessione, nessuna ricostruzione, nessuna spiegazione ufficiale. Un’amnesia che lascia più domande che risposte e che la scrittrice, per il resto della sua vita, sceglierà di non chiarire.
Il silenzio come scelta narrativa
Da quell’episodio in poi, Christie difenderà con fermezza la propria riservatezza. Non trasformerà mai quella scomparsa in racconto autobiografico, né cercherà di usarla come materiale letterario esplicito. A cento anni da quei giorni sospesi e a cinquanta dalla sua morte, la scomparsa del 1926 rimane l’unico mistero che Agatha Christie non ha mai risolto.
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