Politica
6 febbraio, 2026I due deputati escono dal Carroccio per entrare in Futuro nazionale (ma in Parlamento saranno iscritti al Gruppo misto). Salgono a tre le truppe vannacciane a Montecitorio: oltre a loro due c'è anche l'ex FdI Emanuele Pozzolo
I segnali c’erano tutti. Solo nelle ultime settimane: il voto contrario sulle armi a Kiev, la partecipazione al flash-mob in piazza Montecitorio, l’emendamento al decreto Ucraina e alcune dichiarazioni che ipotizzavano la possibilità di lasciare la Lega: “Uscire dalla Lega? Vedremo. Del domani non c’è certezza”, dicevano solo ieri - 5 febbraio - Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, i più vannacciani tra i parlamentari del Carroccio. Invece, la certezza è arrivata proprio all’indomani di quelle affermazioni. Perché oggi entrambi i deputati hanno annunciato il divorzio dalla Lega per seguire Roberto Vannacci in Futuro nazionale.
Sasso e la crociata sui diritti Lgbtq
Sasso, che nella sua carriera politica si è contraddistinto per le sue battaglie contro la cosiddetta teoria gender, ha spiegato in un post sui social di aver lasciato “la Lega per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile. Ho denunciato per primo i pericoli dell'ideologia gender nelle scuole, ingaggiando una battaglia quotidiana in favore delle famiglie e dei bambini contro gli attivisti Lgbt di estrema sinistra, attirandomi negli anni i loro attacchi e le loro ire, le cui istanze oggi purtroppo vengono recepite non in uno, ma in ben due manifesti programmatici di esponenti apicali del partito”, scrive facendo riferimento alle idee di Luca Zaia, affidate a Il Foglio, in cui l’ex governatore veneto auspicava una “svolta liberale” della Lega sulle “questioni legate ai diritti” civili.
Ziello e il "no" alle armi a Kiev
Se per Sasso il “problema” principale sono i diritti, per Ziello è l’Ucraina. “Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al dl Ucraina, volto ad interrompere gli invii di forniture militari, a favore dell'esercito di Zelensky, non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito - scrive -. Inoltre, l'ex ministro del Turismo della Lega, Massimo Garavaglia, ha aggiunto che, presentando un emendamento con tale contenuto, mi sarei 'autoescluso' dal partito, andando, addirittura, ad ipotizzare un periodo di espiazione da tale 'grave peccato' da scontare 'sui ceci'. In tutto questo, il segretario del partito, Salvini, non ha battuto ciglio, dimostrando, ancora una volta, che la sua presunta contrarietà all'invio di armamenti a Kiev sia solo una terribile messinscena". "Il partito con questo schema intercambiabile - aggiunge - assume sempre di più le sembianze di un Giano Bifronte che non riesce ad essere più credibile visto che è diventato tutto e il contrario di tutto”.
Le truppe vannacciane: oltre a Ziello e Sasso anche Pozzolo
Con l’approdo di Ziello e Sasso, le truppe vannacciane in Parlamento raggiungono quota tre. A loro va aggiunto l’ex Fratelli d’Italia, Emanuele Pozzolo, espulso dal gruppo dopo il cosiddetto “sparo di Capodanno” (condannato a un anno e tre mesi per porto abusivo d’arma) e che, nell’annunciare la discesa in campo al fianco di Vannacci, ha paragonato l’ormai ex vicesegretario della Lega a Charles de Gaulle. Troppo pochi, però, per costituire un gruppo autonomo. Motivo per cui Ziello, Sasso e Pozzolo si sono iscritti al Gruppo misto.
E Furgiuele?
Tra i vannacciani in Parlamento c’è anche Domenico Furgiuele, il deputato che aveva prenotato la sala della Camera per ospitare la conferenza stampa sulla remigrazione con CasaPound, Fronte Skinheads e Rete dei patrioti. Furgiuele, per ora, non seguirà Vannacci in Futuro nazionale: "Sono tra i padri fondatori della Lega in Calabria. So bene cosa significhi fondare, costruire, tenere insieme. È un percorso che conosco, perché l'ho già fatto e continuo a farlo con passione giorno per giorno - scrive Furgiuele -. Sono entrato in questo partito da militante, sono diventato parlamentare, ma resto un militante nello spirito e nell'azione, uno che serve il partito, anche quando non tutto è semplice, anche quando non tutto è immediatamente comprensibile”.
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