Cultura
13 marzo, 2026Paul McCartney con la barba lunga, tra le pecore, con la moglie Linda. Un documentario racconta come sopravvisse alla fine di un’era
Può servire anche come antidoto all’overdose sanremese, ma non c’è bisogno di una scusa perché è un modo di entrare, se pure dalla porta di servizio, nella storia di uno dei geni della musica, ovvero Paul McCartney. Il documentario “Man on the run”, realizzato da Morgan Neville e ora visibile su Prime Video, racconta la parte “minore”, il lato più controverso della vita di Macca, gli anni Settanta, quelli in cui per sfuggire al peso della leggenda beatlesiana decise di fare le cose più assurde che una rockstar potesse concepire. A partire dalla più assurda di tutte: mettere in piedi una nuova band, i Wings, che includeva la moglie Linda, di cui si era perdutamente innamorato sul finire della avventura Beatles.
Ma succede che anche la parte “minore” della storia di uno dei Beatles possa avere una sua grandiosità, e in questo caso anche una carica di intensità e tenera umanità. Il documentario inizia col Paul di oggi che racconta quando John gli disse che voleva abbandonare il gruppo e lui cominciò a chiedersi cosa fare, perché i Beatles erano stati tutta la sua vita di adulto fino a quel momento. Paul e Linda reagirono andando a cercare una fattoria sperduta nel Nord dell’Inghilterra, vivendo l’esperienza della terra, isolati dal mondo coi loro due bambini: le immagini sono splendide, Paul con la barba lunga, le pecore, uno studiolo casalingo dove piano piano ritrova il gusto di suonare e di scrivere e poi la decisione di mettere in piedi una band e ripartire.
Il mondo rimase sconvolto, Paul insisteva a cantare canzoncine leggere che furono dette “silly songs” e nei concerti non cantava le canzoni dei Beatles, più della metà delle quali, detto per inciso, le aveva scritte lui. È una storia splendida, racconta gli anni del dopo-Beatles quando gli altri lo deridono, John Lennon lo infama nelle canzoni, Mick Jagger lo prende in giro e lui cerca un equilibrio dopo quel meraviglioso e ingombrante macigno che lo aveva portato a essere uno degli uomini che avevano cambiato in pochi anni la musica e la cultura pop. Ci fu perfino una causa intentata contro gli altri tre Beatles, per la scelta di affidare tutti gli affari al controverso Allen Klein. Ma anche in questi anni di incertezza e di rifiuto, Paul riesce a registrare dischi importanti, c’è “Band on the run”, c’è “Live ad let die” scritta per l’omonimo film di James Bond, incide firmandolo come Wings “Mull of Kyntire” che è uno dei singoli più venduti della storia, gira per il mondo con la nuova band e vive la faticosa ricostruzione di un artista scottato dalla sua stessa grandezza e dall’aver fatto parte della più travolgente esperienza musicale del Novecento. Da non perdere.
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