Dieci anni fa scompariva un maestro. Che ha regalato al Paese senza memoria una meravigliosa crepa nel muro di conformismo. Il ricordo di Pino Strabioli: «“Mescolava alto e basso, trecce bionde e Ionesco. Il suo parlare al femminile era di una potenza esplosiva. Persino Claudio Villa diventava Claudia”

Paolo Poli, la sublime leggerezza della rivoluzione

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