Daniele Sepe, musicista di lunga percorrenza, artista di ispirazione libera e multiforme, ha pubblicato sul suo profilo un lungo e lucido “j’accuse” alla civiltà musicale dell’era liquida in cui spiega bene il meccanismo di selezione verso il basso a cui porta l’attuale sistema

Povertà da streaming: ieri un artista impegnato poteva guadagnarsi da vivere, oggi non più

LEGGI ANCHE

L'E COMMUNITY

Entra nella nostra community Whatsapp

L'edicola

La festa è finita - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso

Il giornale, da venerdì 27 marzo, è disponibile in edicola e in app