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27 marzo, 2026Il premier ungherese chiama a raccolta il pantheon dei sovranisti internazionali: da Javier Milei ad Alice Weidel (Afd), passando per l'italiano Lorenzo Caccialupi, del movimento di Charlie Kirk. La spinta verso le urne del 12 aprile tocca anche il mondo degli influencer
“Salvate il soldato Orbán”. In Ungheria le elezioni politiche del 12 aprile sono sempre più vicine. E, per la prima volta dal 2010, il premier sovranista Viktor Orbán è tutt’altro che sicuro di vincerle. Il suo sfidante, l’eurodeputato europeista Peter Magyar, è dato come vincente in diversi sondaggi. La possibilità di una sconfitta del capo del governo ungherese non agita solo i sovranisti del Paese. Il leader di Fidesz è uno stretto alleato del presidente americano Donald Trump e dell’universo Maga. Un suo crollo preoccupa l’estrema destra americana e i suoi satelliti europei. Per questo nelle ultime settimane è partito un vero e proprio pellegrinaggio verso Budapest per sostenere Orbán.
La prima ad arrivare è stata Virag Gulyas, una giornalista e attivista Maga ungherese che vive da tempo negli Stati Uniti dove ha ottenuto la green card. Gulyas è un ponte tra l’Ungheria orbaniana, il mondo Maga americano e il sionismo israeliano. In un’intervista a Hungarian Conservative ha paragonato la lotta per l’indipendenza ungherese a quella sionista di Israele. Per sostenere il premier ungherese Gulyas è tornata da inizio marzo a Budapest e ha comunicato che le sue attività social saranno dimezzate fino alle elezioni del 12 aprile.
Tra i contenuti pubblicati da Gulyas a sostegno di Orban c’è anche un video realizzato in collaborazione con Joey Mannarino, content creator e consulente di comunicazione politica americano di origini italiane. Mannarino è sempre più attivo come portavoce dell’ideologia Maga. In Italia si è fatto notare per avere insultato la segretaria del Pd Elly Schlein e per le sue comparse al programma radiofonico “La Zanzara” dove ha definito Alex Pretti e Renée Good - le due persone uccise dall’Ice in Minnesota - degli “stupidi”.
“Sono qui a Budapest perché Orbán deve vincere le prossime elezioni”, ha detto Mannarino una volta arrivato in Ungheria. Il suo soggiorno è durato circa dieci giorni e lo ha visto incontrare anche membri del governo come Zsófia Koncz, ministra della Famiglia. Secondo il content creator, grazie a Orbán l’Ungheria è “l’unico Paese europeo dove le donne non vengono stuprate alla stazione”. In un video, Mannarino utilizza degli ascensori senza porte e a scorrimento continuo. Il content creator sostiene che questi ascensori sarebbero “a prova di migranti” perché “i somali hanno un quoziente intellettivo troppo basso per poterli usare”.
In Ungheria Mannarino non è comunque arrivato da solo. Insieme a lui è atterrata dalla Spagna la content creator spagnola Ada Lluch, già nota per avere detto che “sotto Franco si stava bene”. Nei suoi video l’influencer assicura di sentirsi più “a casa” in Ungheria che in Spagna “a causa dell’assenza di migranti”.
La vera valanga Maga è però arrivata a Budapest nel weekend del 21-22 marzo. In quei giorni la capitale ungherese ha ospitato la Cpac Hungary 2026, lo spin-off magiaro del più importante raduno del mondo conservatore americano e internazionale. L’evento ha richiamato molti leader vicini al mondo Maga in tutto il mondo. Per l’Italia è arrivato il segretario della Lega Matteo Salvini. Dall’Argentina direttamente il presidente Javier Milei mentre dalla Germania è atterrata anche la leader di Afd Alice Weidel.
Moltissimi degli ospiti hanno ribadito il loro sostegno a Orbán. Insieme a loro c’erano anche i nuovi volti social del mondo Maga in Europa. Oltre ai già citati Mannarino, Gulyas e Lluch, era presente anche l’italiano Lorenzo Caccialupi, diventato ormai punto di riferimento nel nostro Paese per Turning Point, il movimento fondato da Charlie Kirk. Dall’Olanda è arrivata invece Eva Vlaardingerbroek le cui teorie cospirazioniste su un presunto disegno in atto per far sparire l'uomo bianco in Europa sono state ritwittate da Trump in persona.
Il raduno Cpac non è però necessariamente il culmine dell’impegno Maga per Orbán. Il vicepresidente americano JD Vance ha già fatto sapere di voler venire in Ungheria per sostenere il premier ungherese. Secondo un documento rivelato da Politico, le date del viaggio dovrebbero essere il 7 e 8 aprile. Il 12 gli ungheresi andranno alle urne. Gli sforzi Maga riusciranno a influenzare il loro voto?
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