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Economia
marzo, 2016

La Bce rafforza le misure di sostegno all'economia e porta il QE a 80 mld al mese

L'istituto guidato da Mario Draghi riduce ulteriormente i tassi d'interesse e potenzia il cosiddetto "bazooka". Vengono ulteriormente penalizzate le banche che depositano i loro fondi a Francoforte

La Banca centrale europea (Bce) ha annunciato una massiccia operazione di sostegno alla crescita economica. La manovra si articola in diversi punti, il più importante dei quali è l'aumento da 60 a 80 miliardi di euro al mese del quantitativo di titoli che la Bce potrà comprare con il suo quantitative easing (Qe), teso a favorire l'afflusso di liquidità al sistema economico e a ridurre le speculazioni sui titoli di Stato dei Paesi più in difficoltà.

In più, la banca guidata da Mario Draghi ha annunciato che saranno acquistati anche titoli emessi dalle aziende, e non soltanto dalle banche, a patto che siano denominati in euro e godano di un rating affidabile, denominato in gergo tecnico “investment grade”. La terza misura riguarda il lancio di 4 nuove operazioni chiamate “Tltro”, ovvero dei finanziamenti mirati, e a lunghissimo termine, che la Bce concede alle banche al fine di aiutarle a sostenere la domanda di credito che arriva da parte dei clienti. L'ultimo insieme di misure annunciate oggi riguarda il taglio dei tassi d'interesse per le operazioni di finanziamento a più breve termine.
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Scende a zero (prima era allo 0,05 per cento) il tasso sulle cosiddette operazioni di rifinanziamento marginale, che servono alle banche per rafforzare a brevissimo termine la loro dotazione di liquidità. Scende dallo 0,30 allo 0,25 per cento il tasso sulle operazioni di finanziamento principale, utilizzate dalle banche per finanziarsi con un orizzonte un po' più lungo, in genere a due settimane. Viene ulteriormente ridotto il tasso negativo sui depositi che le banche fanno in Bce: era pari allo 0,30 per cento, scende ora allo 0,40 per cento. Si tratta di una vera e propria misura di penalizzazione per questo genere di depositi, visto che la Bce li restituisce alle banche che li fanno decurtati di un interesse annuo pari, appunto, allo 0,40 per cento.

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