Etica e Business

I conflitti d'interesse di Fedez con la finanza

Il rapper ha promosso un fumetto e un podcast per educare i giovani a investire. Ma ha taciuto sui suoi rapporti con società del settore, consigliando anche prodotti speculativi come i Bitcoin

di Giuliana Sias   8 febbraio 2024

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Lo scorso ottobre Sergio Bonelli Editore ha lanciato i primi episodi di “Mr Wolf”, un webcomic (fumetto nativo digitale, cioè disegnato verticalmente per poter essere scrollato online) dedicato al mondo dell’alta finanza. Il protagonista, Leonardo Luna, è un giovane startupper con un master in Economia all’Imperial College di Londra che nel corso di 10 avventure «si inoltrerà nel lato oscuro dei mercati finanziari». Questo personaggio è «liberamente ispirato» a Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nel senso che il marito di Chiara Ferragni presta i suoi lineamenti a Luna, ovvero Mr Wolf. Ma non si tratta di un progetto editoriale “puro” visto che nasce dalla collaborazione tra Bonelli e Be Shaping The Future, una società quotata sul segmento Euronext Star Milan di Borsa Italiana che offre consulenza in ambito comunicativo alle principali banche e assicurazioni su scala europea. Non solo: almeno fino a novembre 2023 lo stesso Fedez era in affari con Be.

 

Le nozze risalgono al 2020 quando Be (riconducibile a Tamburi Investment e alla famiglia Achermann) e Zdf (che fa capo a Fedez), danno vita a Doom Entertainment, di cui Be acquisisce il 51% del capitale per 1,8 milioni di euro. L’Espresso aveva rivelato, nel 2021, come il gruppo Be avesse un’esclusiva sull’immagine di Fedez e aveva mostrato il contratto che regolava i rapporti tra i due soci di Doom in cui era inserita una clausola che consentiva al gruppo Be di sciogliere l’accordo qualora il rapper avesse rilasciato «dichiarazioni inerenti al settore bancario e assicurativo che cagionino un danno alla società». In sintesi la popolarità di Fedez doveva servire ad avvicinare banche e assicurazioni, cioè i clienti di Be, al target dei Millennials e della Generazione Z. Ma, consegnandosi a questa società, Fedez accettava, a peso d’oro, di autocensurarsi riguardo a temi considerati sensibili, relativi al settore finanziario. Perciò oggi appare abbastanza ambiguo che il suo volto venga associato a quello di un eroe, per quanto cartonato, della “finanza etica” in lotta contro fantomatici banchieri disonesti. Mr Wolf è uno spin-off di «Wolf – Storie che contano», un podcast condotto da Fedez in carne e ossa e definito «di educazione e informazione finanziaria» oltreché «privo di finalità promozionali». Anche se il livello educativo e informativo appare trascurabile e anche se i rapporti commerciali da cui origina non sembrano sufficientemente trasparenti.

 

Intorno alla metà del 2022 l’agenzia Doom viene divisa in due, con la nascita della newco Be World of Wonders, detenuta al 75% da Be e al 25% dalla Zdf srl. BeWoW è oggi titolare dell’universo Wolf. Il punto maggiormente critico è che l’intero progetto Wolf, nel quale rientrano sia il fumetto sia il podcast, è collegato a Hype, un conto bancario digitale controllato da Gruppo Sella e Illimity Bank, che però non viene menzionato apertamente nel podcast ma solo linkato nelle info. Fedez, al momento del lancio, descriveva con queste parole quali siano gli intenti: «Ho sempre pensato di avere un podcast verticale di educazione finanziaria». E ancora: «Funge come un vero e proprio servizio di educazione finanziaria, accessibile a tutti». In ogni episodio si sottolinea la natura informativa e non pubblicitaria del prodotto. Tuttavia, lo scorso febbraio, l’avventura parte con una puntata molto fumosa sulle criptovalute: uno degli ospiti, Gianluigi Ballarani, tesse le lodi delle monete virtuali e ne mette in luce le prospettive di guadagno senza soffermarsi altrettanto sui rischi, sugli scandali o sulle derive speculative. Completa il quadro il fatto che la fintech Hype, per la quale il podcast di Fedez rappresenta chiaramente un’attività di marketing, promuove, tra gli altri, proprio investimenti in Bitcoin. E Fedez si rivolge a un pubblico composto in prevalenza da ragazzini (perfino minorenni: la carta Hype può essere richiesta da chiunque abbia compiuto almeno 12 anni, dietro consenso di un genitore). D’altronde che lo schema vada aggiustato per non incorrere in qualche guaio serio, finendo magari sul tavolo di Consob, è chiaro anche agli autori. Dalla seconda puntata non vengono più offerti consigli di natura così strettamente finanziaria e il format, di fatto, cambia: in larga parte Fedez chiacchiera con personaggi di successo dei loro percorsi lavorativi. Comunque il conduttore appare poco preparato e reticente. Anche quando intervista Corrado Passera, cioè il fondatore e ceo di Illimity Bank che nel 2020 è entrata con il 50% nel capitale di Hype, anche se di questo passaggio, in maniera bizzarra, non si parla. Senza contare, ovviamente, l’accordo di esclusiva di Fedez con la società di consulenza Be e la clausola che non gli consente di parlare liberamente di istituti bancari e assicurativi.

 

Forse anche per questo, lo scorso novembre, c’è stata la rescissione di ogni legame, almeno societario, tra il rapper e Be. La separazione è avvenuta molto in anticipo, rispetto al preventivato 2027, e “al contrario” visto che quello che avrebbe dovuto essere il venditore, Fedez, ha infine comprato, da Be, il 25% di Doom salendo in questo modo al 100%. La valutazione era di 800 mila euro ma non c’è stato un passaggio di contanti perché Zdf ha compensato l’importo cedendo a Be il suo 25% di BeWoW, società di cui Be deteneva già il restante 75%. Rimane comunque agli atti una puntata del podcast nella quale, al di là dei proclami sull’informazione finanziaria, lo stesso Fedez sembra spiegare il meccanismo di Wolf: «Si riuscirà mai a togliere lo stigma delle banche? […] La mia società è stata acquisita da una grande azienda che fa consulting per le banche quindi io ho imparato a conoscere questo mondo e ho trovato una grande falla nella comunicazione. […] Mi hanno spiegato che la filosofia di come vengono stanziati i soldi nel marketing delle banche è: spendo tot per convertire in tot conti. E io invece credo che ci sia anche un concetto reputazionale da tenere presente, cioè spendi per cercare di far capire che la tua reputazione non è quella». Una sfida perfetta per un eroe dei fumetti, ma per essere anche etica dovrebbe essere segnalata come promozionale e non descritta come educativa.

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