Economia
18 marzo, 2026I casi di tumori del colon retto sono in continuo aumento ma metà dei malati può guarire. E le nuove tecnologie migliorano le prospettive di diagnosi e cura. E la qualità della vita
Marzo è il mese della prevenzione del tumore del colon e del retto. Si tratta di una delle neoplasie più diffuse nei paesi occidentali, in Italia seconda solo al tumore della mammella, e colpisce un numero significativo di persone, poco meno di 50mila ogni anno. La mortalità complessiva ha subito un calo significativo negli ultimi dieci anni (-15%) sebbene tra i giovani adulti (20-49 anni) sia rimasta sostanzialmente stabile.
Viene considerata una malattia dell’età avanzata ma, negli ultimi anni, se da una parte si osserva globalmente una incidenza stabile o in lieve calo grazie allo screening, dall’altra si osserva un trend allarmante di insorgenza precoce, sotto i 50 anni. Tale incremento si è osservato prima negli Usa, da circa 20 anni, poi in Europa, Italia inclusa, da circa dieci. Allo stesso tempo sono aumentati anche i tumori nella fascia tra i 50 e i 55 anni, il che dimostra che stiamo assistendo a un fenomeno di birth cohort effect (il rischio di sviluppare tumori che varia in base all'anno di nascita, n.d.r.).
Le cause di questo trend non sono del tutto chiare, ma la comunità scientifica punta il dito su fattori ambientali e stili di vita significativamente cambiati negli ultimi 20-30 anni. La nostra alimentazione è cambiata. Abbiamo a disposizione più zuccheri, più bevande zuccherate, più grassi che favoriscono il tumore del colon-retto. E mentre preferiamo cibi ultra-processati e carni rosse o insaccati, che favoriscono lo sviluppo di questi tumori, allo stesso tempo consumiamo poche fibre, che invece possono proteggerci. Eccesso di alcool e fumo si aggiungono alle nostre abitudini sbagliate.
Il tumore del colon retto si sviluppa partendo da lesioni della mucosa del colon molto piccole, gli adenomi, che crescono fino a divenire tumori maligni. È verosimile che tutti i fattori elencati rendano più veloce il processo di trasformazione neoplastica, cosicché i tumori insorgono prima di quanto ci saremmo aspettati 15-20 anni orsono. Esistono poi condizioni che aumentano il rischio, come le malattie infiammatorie croniche intestinali, morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa, o suscettibilità ereditarie come la poliposi adenomatosa familiare e la sindrome di Lynch. Come anticipato, la mortalità in Italia per il tumore del colon retto è scesa di circa l’1,5% all’anno negli ultimi dieci anni e, in linea con la mortalità oncologica complessiva scesa del 9% (in alcuni casi anche del 24% come per il tumore del polmone), questo trend prosegue. Nel 2024 si stima ci siano circa 3.7 milioni di italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore, oltre il 6% dell’intera popolazione, e i numeri dimostrano che la metà delle persone che si ammaleranno di tumore quest’anno è destinata verosimilmente a guarire, avendo la stessa aspettativa di vita di chi non si è ammalato. Per i tumori del colon retto il dato italiano è migliore della media europea, con una sopravvivenza media più alta del 5%, confermando l’efficacia del sistema sanitario in tutto il percorso diagnostico e terapeutico. Uno straordinario risultato che inizia da una progressiva maggiore adesione agli screening e quindi alla possibilità di diagnosi più precoci e si consolida grazie ai progressi nelle terapie, alle nuove tecnologie applicate e alla multidisciplinarità nell’approccio. A monte non va dimenticata la prevenzione primaria grazie a una dieta sana e bilanciata, che trova nella dieta mediterranea una sintesi perfetta.
La diagnosi precoce rappresenta il primo passo verso la guarigione completa, con la rimozione di lesioni precancerose o tumori molto iniziali quando non vi sono ancora sintomi. Purtroppo anche quando il tumore cresce i sintomi iniziali possono essere facilmente attribuiti ad altre cause più comuni come patologie proctologiche in caso di sanguinamento rettale, a colon irritabile o stipsi in caso di dolori addominali o alterazioni nelle abitudini intestinali. Non andrebbe mai sottovalutata la persistenza di questi sintomi, così come la comparsa di stanchezza insolita e persistente, pallore, affanno e debolezza secondarie a cronica perdita di sangue. Dolori addominali crampiformi, gonfiore, dolori sordi, dimagramento progressivo svelano una neoplasia già cresciuta che altera il transito intestinale oppure una malattia metastatica. Semplici avvisi attraverso Sms, email o applicazioni dedicate aumentano l’adesione agli screening soprattutto nelle generazioni più “digitali”, fondamentale nelle fasi iniziali di crescita di questo tumore che, ricordiamo, avendo una “biologia lenta” ci offre anni per agire. L’utilizzo e l’analisi di enormi quantità di dati attraverso algoritmi di Ia aiutano ad identificare i pazienti a rischio di sviluppare un tumore del colon retto anche prima dei 50 anni integrando varie informazioni incluse quelle genetiche, stili e abitudini di vita, e storia clinica.
Una delle aree più impattanti è l’uso dell’Intelligenza artificiale nelle colonscopie, dove algoritmi, analizzando le immagini in tempo reale, aiutano a identificare polipi e lesioni con maggiore accuratezza, aumentando il tasso di rilevazione soprattutto per endoscopisti meno esperti. La stessa Intelligenza artificiale, applicata all’analisi delle biopsie eseguite, supera il 99% di accuratezza nell’identificare rapidamente, classificare cellule ed identificare marker tumorali specifici. Un volta scoperta la lesione inizia il percorso di cura dopo una valutazione multidisciplinare che identifica la terapia migliore per quella determinata persona attraverso una medicina personalizzata, di precisione. L’Intelligenza artificiale è utilizzata attualmente in ricerca per identificare terapie mirate, per lo sviluppo di nuovi farmaci e per pianificare il trattamento migliorando e rendendo più rapida l’identificazione delle strutture molecolari e mutazioni genetiche associate a quel determinato tumore. Si scelgono quindi piani terapeutici su misura che possibilmente hanno la maggiore efficacia minimizzando i rischi per il paziente e gli effetti collaterali.
L’immunoterapia rappresenta una delle innovazioni più importanti nella terapia oncologica. Nello specifico del tumore del colon retto offre speranza concreta in una parte tra il 10 ed 15% dei tumori metastatici, e questa percentuale è destinata a crescere. Si tratta di raffinate terapie che sfruttano il nostro sistema immunitario, e meccanismi dello stesso, contro le cellule neoplastiche. In alcuni casi vi sono risposte complete che permettono a volte di evitare la chirurgia e determinano una remissione duratura. Il tutto accompagnato da meno tossicità gravi rispetto alla chemioterapia standard oltre che miglior qualità di vita. Nel percorso di cura la chirurgia mininvasiva e ancor di più la chirurgia robotica riducono significativamente le complicanze chirurgiche, migliorano i risultati oncologici e aiutano significativamente nella qualità di vita, in particolar modo nel cancro del retto e nei casi complessi.
La robotica, nello specifico, offre precisione maggiore non solamente grazie alla visione 3D ad alta definizione, ma anche alla filtrazione del tremore del chirurgo, alla maggiore destrezza degli strumenti, alla raggiungibilità di aree difficili con altre tecniche standard. La chirurgia integrata con sistemi di Ia e realtà aumentata aumenta notevolmnte la precisione dal supporto decisionale nella pianificazione dell’atto chirurgico e nelle fasi intraoperatorie. Ne deriva un maggior rispetto delle strutture, una migliore qualità della resezione del tumore con ovvi migliori risultati oncologici e migliore recupero funzionale. Il recupero più veloce, la riduzione delle complicanze, la degenza più corta consentono al paziente di iniziare precocemente gli eventuali trattamenti per completare il percorso di cura e guarigione. In conclusione il tumore del colon retto è sempre più prevenibile, trattabile e curabile. Stile di vita sano e controlli sono i primi passi verso la guarigione, e anche in caso di malattia avanzata le tecnologie disponibili offrono speranza di cura e, sempre più frequentemente, di guarigione.

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