Politica
18 marzo, 2026Secondo il deputato e vicepresidente della Camera, ci sarebbero una quarantina di scuole italiane che non si starebbero attenendo alla legge n. 16 del 21 febbraio 2024, cioè non starebbero dando "adeguato seguito alle suddette iniziative in occasione del 'Giorno del Ricordo'"
Nelle scuole italiane si parla troppo poco di foibe? Il deputato di Fratelli d'Italia e vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha presentato una interrogazione scritta al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, nella quale compare una lista degli istituti che - secondo l'onorevole - non starebbero rispettando la legge 21 febbraio 2024, n. 16 che ha rafforzato le iniziative per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Secondo Rampelli, ci sarebbero una quarantina di scuole italiane che non si starebbero attenendo a quella legge, non starebbero dando cioè "adeguato seguito alle suddette iniziative in occasione del 'Giorno del Ricordo'", si legge nell'interrogazione scritta. Il deputato passa poi all'elenco, basato su "testimonianze raccolte": "È il caso del liceo classico G.B. Vico e liceo scientifico Filippo Masci di Chieti, del liceo classico Dante Alighieri di Latina", e così via, fino ad elencare 41 scuole.
L'onorevole meloniano ha chiesto a Valditara che vengano presi dei provvedimenti perché "gli istituti scolastici adempiano alla commemorazione dell’evento citato in premessa al pari di altri previsti dalla normativa vigente".
Le reazione delle opposizioni
"Quanto emerge dalle notizie di stampa sull'interrogazione parlamentare presentata da esponenti della maggioranza , nella quale si elencano espressamente istituti scolastici indicati come presuntivamente "inadempienti" rispetto alle iniziative per il Giorno del Ricordo, è estremamente grave e merita un chiarimento immediato - hanno dichiarato Irene Manzi e Cecilia d'Elia, capigruppo del Partito democratico nelle commissioni Cultura di Camera e Senato -. La predisposizione e la diffusione di un elenco di scuole, compilato sembrerebbe sulla base di presunte testimonianze, configura un fatto inquietante. Siamo di fronte a un vero e proprio lavoro di intimidazione e schedatura, che rischia di trasformarsi in uno strumento di pressione politica immotivata ed ingiustificata su istituzioni che devono poter lavorare serenamente, nel rispetto della loro autonomia e libertà".
Anche il presidente dell'Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ha espresso all'Ansa le proprie perplessità in merito alla diffusione dell'elenco. "Non posso condividere la pubblicazione di un elenco di scuole 'cattive' anche perché gli istituti godono di autonomia che va rispettata e compresa anche sulla base delle sensibilità e delle opportunità che offre il singolo anno scolastico ma al tempo stesso le vittime sono da ricordare tutte, con pari dignità, non hanno colore politico: tutte vanno rispettate allo stesso modo e ricordate affinché non si ripropongano gli orrori dei regimi", ha detto, e ha poi concluso: "Va ricordato tutto quello che di male ha fatto il genere umano per evitare che si riproponga nel futuro".
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