Economia
3 marzo, 2026Milano ha aperto in rosso al -3,8%. I mercati asiatici sono ancora più in sofferenza, con Seul al -7,2%
Il prezzo del petrolio e del gas è già aumentato per effetto della guerra in Iran, ma secondo gli esperti sarebbe solo l'inizio. Dopo l'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele su Teheran - ora estesosi anche al Libano -, le borse europee hanno aperto in netto calo. È Milano quella più in sofferenza, con -3,8% rispetto alla settimana scorsa, seguono Madrid -3,2%, Francoforte -2,8%, Parigi -2,2% e Londra, -2%.
Ancora più in sofferenza i mercati asiatici, con Tokyo al -3,06% e Seul al -7,2%. L'indice Msci - il benchmark finanziario che traccia la performance delle società a media e grande capitalizzazione nei mercati sviluppati ed emergenti dell'area - al -2,8%.
Il prezzo del gas
Nella prima giornata di scambi sui mercati dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, lunedì 2 marzo, il prezzo del gas naturale è aumentato in modo significativo. In particolare, il future sul metano con consegna ad aprile - il contratto per comprare gas ad aprile a un prezzo stabilito oggi - ha chiuso le contrattazioni ad Amsterdam con un rialzo del 39%, arrivando a 44,5 euro per Megawattora.
Nella giornata di martedì 3 marzo i listini del gas hanno subito un ulteriore rincaro, sfiorando i 60 euro al megawattora. Sul prezzo pesa anche la chiusura dello stretto di Hormuz, che collega Arabia Saudita, Iran, Iraq ed Emirati Arabi Uniti ai mercati globali attraverso il Golfo di Oman.
L’aumento dei prezzi è diventato ancora più marcato quando QatarEnergy ha annunciato di aver interrotto la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) e di altri prodotti collegati. La decisione è arrivata dopo gli attacchi militari contro i suoi impianti a Ras Laffan, che è il più grande polo industriale al mondo per il gas naturale liquefatto.
Sale anche il prezzo del petrolio
Anche il prezzo del petrolio sta subendo un forte aumento, destinato con ogni probabilità a salire ancora nelle prossime settimane. Questa mattina il West Texas Intermediate (Wti), che è il petrolio di riferimento negli Stati Uniti, ha raggiunto i 72,80 dollari al barile, con un aumento del 2,20%. Anche il Brent, che è il petrolio di riferimento in Europa, è in crescita: viene scambiato a 79,95 dollari al barile, con un aumento del 2,87%.
La mattina di lunedì 2 marzo la raffineria Ras Tanura, in Arabia Saudita, è stata attaccata da un drone e ha di conseguenza chiuso i battenti. Il complesso di Ras Tanura ospita una delle più grandi raffinerie del Medio Oriente, con una capacità di 550.000 barili al giorno.
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