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13 marzo, 2026Dal 20 al 22 marzo, quaranta incontri e quarantacinque ore di dibattiti tra esperti, giornalisti, analisti e reporter di guerra. Nei palazzi storici della città marchigiana si parlerà di intelligence, diplomazia, crisi internazionali e nuovi equilibri globali
Viviamo in un'epoca in cui i confini (geografici, politici, culturali) non sono mai stati così presenti nel dibattito pubblico. Le crisi internazionali si moltiplicano e si intrecciano, gli equilibri tra le grandi potenze si ridisegnano continuamente, le tensioni lontane producono effetti immediati sulle nostre vite: sui prezzi, sulla sicurezza, sulle scelte politiche dei governi. In questo scenario, capire la geopolitica diventa una necessità per chiunque voglia orientarsi nel presente.
È da questa consapevolezza che nasce "Demarcazioni", il primo festival italiano interamente dedicato alla geopolitica, in programma settimana prossima dal 20 al 22 marzo ad Ascoli Piceno. Tre giorni di dibattiti, analisi e incontri distribuiti tra i palazzi storici, i teatri e le librerie del centro cittadino, con ingresso completamente gratuito.
Il format è quello del festival "diffuso": oltre 100 relatori, 40 incontri e 45 ore di dibattiti animeranno gli spazi più suggestivi della città marchigiana. Con L'Espresso come media partner, "Demarcazioni" punta a fare di Ascoli Piceno - città che ha saputo reinventarsi dopo il terremoto del 2016 - un laboratorio di pensiero aperto a tutti, capace di tradurre la complessità del mondo contemporaneo in un racconto accessibile e appassionante.
Cosa aspettarsi nei tre giorni
Si comincia venerdì 20 con una riflessione su intelligenza artificiale ed etica della comunicazione, per poi entrare subito nel vivo con tavole rotonde su soft power e diplomazia, rotte energetiche e sovranità digitale. In serata il Teatro Filarmonici accoglierà lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun per una conversazione sull'identità dei popoli del Mediterraneo.
Il sabato è il cuore pulsante della tre giorni. Lucio Caracciolo e la cartografa Laura Canali di Limes apriranno con un'analisi di scenario sui principali focolai di crisi nel mondo. A seguire, si parlerà delle conseguenze economiche delle tensioni internazionali, dell'evoluzione dell'intelligence con il generale Mario Mori, e dei nuovi equilibri geopolitici globali. Nel pomeriggio i riflettori si spostano sulle città come specchi delle trasformazioni del mondo (Pietroburgo, Istanbul, Damasco, Kharkiv) con le analisi di Anna Zafesova, Marta Ottaviani e Lorenzo Trombetta. Sabato è anche il giorno della proiezione del documentario Giulio Regeni — Tutto il Male del Mondo, in omaggio allo studente ucciso in Egitto. In prima serata chiude il divulgatore scientifico americano David Quammen, autore di Spillover, in dialogo sul rapporto tra uomo e natura.
La domenica si chiude con una tavola rotonda su tecnocapitalismo e democrazia, un panel sulla ricostruzione dei territori post-sisma e un confronto sui grandi scenari del Medio Oriente con Luigi Di Maio, Rappresentante Speciale dell'Unione Europea per il Golfo Persico. Spazio anche alla presentazione in anteprima nazionale del libro-confessione inedito di Margherita Sarfatti su Mussolini, a ottant'anni dalla sua stesura, con lo storico Giordano Bruno Guerri.
Tra gli altri protagonisti della tre giorni figurano la direttrice dell'Istituto Affari Internazionali Nathalie Tocci, il politologo Gianfranco Pasquino, l'ambasciatore Pietro Benassi e i reporter di guerra Alberto Negri e Luca Steinmann.
Per il programma completo: festivaldellageopolitica.it/programma
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