Giovani
22 gennaio, 2026I genitori hanno raccolto più 200 firme contro la misura. Dall'Ufficio scolastico regionale della Lombardia rassicurano: "È solo una extrema ratio", ma alcune linee bus dedicate ai ragazzi sarebbero già state cancellate
Durante il periodo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina - dal 6 al 22 febbraio - le scuole della provincia di Sondrio potrebbero riesumare la didattica a distanza. Gli istituti resteranno formalmente aperti, ma il ministero dell’Istruzione e l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia hanno chiarito da tempo che, in caso di difficoltà legate al traffico o agli spostamenti degli studenti, i dirigenti scolastici potranno ricorrere alla Dad.
La scelta è legata alla complessa riorganizzazione della mobilità in vista delle gare olimpiche, che interesserà in particolare l’Alta Valtellina. Il piano predisposto per gestire flussi di atleti, addetti ai lavori e tifosi ha inciso anche sul trasporto pubblico locale: nel periodo olimpico saranno infatti soppresse alcune corse dedicate agli studenti delle scuole superiori, con la conseguenza che non tutti potranno raggiungere gli istituti in presenza con le modalità a cui erano abituati.
Per elementari e scuole medie la presenza dovrebbe essere garantita, mentre per le superiori è rimasta aperta l’opzione della Dad, da attivare solo in caso di problemi logistici.
La polemica di alcuni genitori
Per la prima volta, la didattica a distanza non verrebbe applicata per fronteggiare una crisi sanitaria, o un’emergenza climatica, ma per agevolare la gestione dei flussi turistici legati a un grande evento sportivo. È questo il nodo che ha fatto scoppiare la polemica.
A Sondrio un comitato di genitori ha raccolto oltre duecento firme e ha tappezzato la città di volantini contro l’ipotesi Dad: “Sei di Sondrio se accetti passivamente che qualche studente vada in Dad per non intralciare le auto di chi deve andare a vedere le Olimpiadi. E sei anche contento e ringrazi pure mentre sventoli la tua bella bandierina olimpica”.
A preoccupare di più il comitato è la gestione dei trasporti. In Alta Valle verranno soppressi sette autobus dedicati agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, una riduzione che rischia di ostacolare seriamente la frequenza in presenza per molti ragazzi. Il timore è che il diritto allo studio venga sacrificato in nome dell’evento olimpico. Inoltre, alcuni genitori fanno notare come le Olimpiadi non possano essere considerate un evento imprevisto e come il tempo per riorganizzare il sistema dei trasporti non sarebbe mancato.
L'Uffico scolastico regionale si difende: "Solo una extrema ratio"
Di fronte alle polemiche, l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia ha cercato di ridimensionare la portata della decisione: le scuole non chiuderanno e che la didattica a distanza rappresenterebbe soltanto un'extrema ratio, da mettere in pratica in casi limitati.
“Le scuole non chiuderanno. - assicurano dall'Usr, come riporta Open - La didattica a distanza resta una extrema ratio da utilizzare solo negli istituti in cui ci sono alunni e alunne che non riusciranno a raggiungere la scuola a causa delle Olimpiadi”. Una posizione condivisa anche dalla Prefettura di Sondrio.
Le preoccupazioni delle famiglie sarebbero nate da un comunicato diffuso a maggio 2025, in cui si ipotizzava una didattica ibrida per alcune scuole superiori a causa delle modifiche al trasporto pubblico. Un’ipotesi che - almeno secondo quanto riporta l'amministrazione - non dovrebbe trasformarsi in una chiusura generalizzata.
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