Giovani
25 febbraio, 2026L’Italia mantiene un tasso di minorenni denunciati inferiore alla media europea, ma per la prima volta le carceri minorili hanno conosciuto il sovraffollamento. Aumenta anche l'utilizzo di psicofarmaci, di detenuti per custodia cautelare, mentre diminuiscono le risorse per gli stranieri non accompagnati: previsti tagli per circa 50 milioni nei prossimi tre anni
Anche dietro le sbarre, i minori perdono fiducia verso il mondo dei grandi. “Io non ti credo più” è il titolo dell’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile. Una frase che, scrive l’associazione, sintetizza il sentimento di molti ragazzi che incrociano il sistema penale. “Non si fidano più degli adulti”, annota il dossier, per sottolineare le falle di un mondo che “mostra sempre più desiderio di punizione e vendetta e sempre meno accoglienza, ascolto, sostegno”.
sovraffollamento anche nelle carceri minorili
I numeri segnano una cesura. Alla fine del 2022 negli istituti penali per minorenni erano presenti 381 ragazzi; alla fine del 2025 erano 572: oltre il 50% in più. Tra il 2023 e il 2024 la presenza media giornaliera è passata da 425 a 556 (+30,9%). “Per la prima volta nella storia italiana gli Ipm (Istituti penitenziari minorili) hanno conosciuto il sovraffollamento”, si legge nel rapporto, che individua nel decreto Caivano la svolta repressiva più marcata degli ultimi anni. Eppure, avverte Antigone, l’allarme su una presunta esplosione della criminalità minorile non trova pieno riscontro: le segnalazioni per omicidio restano stabili (27 nel 2022, 25 nel 2023, 26 nel 2024) e l’Italia mantiene un tasso di minorenni denunciati inferiore alla media europea.
custodie cautelari, psicofarmaci e gli stranieri
Dentro gli istituti, alcune di queste fotografie si invertono al negativo. Il 64,9% dei giovani detenuti si trova in custodia cautelare; tra i soli minorenni la quota sale all’83,1%. Significa che la maggioranza è in cella prima di una condanna definitiva. Intanto cresce il ricorso agli psicofarmaci: in alcuni istituti, come il Beccaria di Milano, l’aumento di antipsicotici e benzodiazepine supera il 100% negli ultimi anni. “Sovraffollamento, psicofarmaci e violenza costituiscono un brutto mix”, osserva il dossier. Sullo sfondo, 1,28 milioni di minori vivono in povertà assoluta in Italia, mentre i percorsi di formazione professionale restano esigui: appena 42 ragazzi in tutta la rete nazionale risultano iscritti a corsi strutturati.
C’è poi il capitolo dei minori stranieri non accompagnati: circa 17 mila a fine 2025, con oltre 11 mila senza posto nel sistema Sai. Nonostante l’aumento del contributo giornaliero ai Comuni, Antigone segnala che le risorse restano insufficienti e che nei prossimi tre anni sono previsti tagli per circa 50 milioni. Anche qui, il rapporto invita a distinguere tra narrazione e dati: i reati più gravi restano in larga parte imputati a giovani italiani, mentre gli stranieri finiscono più spesso in carcere per fatti meno gravi.
Il sistema minorile italiano è stato a lungo indicato come un modello fondato su educazione e reinserimento. Oggi, avverte Antigone, registra più misure cautelari, meno fiducia e soprattutto celle più piene. “Affollano la mente come i detenuti il carcere / E facile non è mai stato, manco da sbarbo”, cantava Marracash in un vecchio pezzo con Emis Killa, dal titolo “Il mondo dei grandi”. Lo stesso a cui, chi si trova dall’altra parte, non vuole più credere.
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