Mondo
25 febbraio, 2026“Il nemico venuto dallo spazio”. Ufo e Segreti di Stato, con la scusa degli extraterrestri si vuole riscrivere l'ordine mondiale. A scapito delle democrazie
Donald Trump annuncia su Truth che renderà pubbliche le informazioni governative su vita aliena, fenomeni aerei non identificati e Ufo. “C’è un enorme interesse sul tema”, scrive. Il messaggio arriva due giorni dopo un’intervista in cui Barack Obama ha ironizzato: “Gli alieni sono reali, ma non ne ho mai visto uno”. Per il tycoon, una battuta di troppo: “Ha rivelato informazioni classificate. Ha commesso un grave errore”.
Ma dietro la schermaglia pubblica, a quanto rivelano fonti di intelligence occidentali, si muove una partita molto più grande. Il punto non è se gli Ufo esistano davvero. Perché nessuno lo sa veramente. Il punto è a cosa servono. Negli ultimi anni il Pentagono ha sdoganato il lessico: non più Ufo ma Uap, Unidentified Aerial Phenomena. Una sigla tecnica che trasforma il folklore in materia strategica. Il messaggio è sottile: ciò che non comprendiamo potrebbe essere una minaccia. E ogni minaccia giustifica investimenti straordinari.
Secondo analisti vicini agli apparati statunitensi, la narrativa sugli Uap sarebbe funzionale a un obiettivo preciso: aprire una nuova stagione di spesa pubblica massiccia su spazio, difesa avanzata, intelligenza artificiale, cybersicurezza, controllo satellitare. Una “economia dell’ignoto” capace di sostituire qualsiasi altra cosa come motore industriale. Più che Ufo, una vera e propria manna dal cielo per le aziende dominanti, a cominciare dalle big tech di cui Trump è "devoto".
In questo schema, l’alieno diventa il nuovo nemico sistemico. Impalpabile, non statale, tecnologicamente superiore. Perfetto per sostenere programmi miliardari senza dover indicare apertamente un avversario come Cina o Russia. E forzare la mano a favore di governi più veloci ed efficienti, ovvero quell'autoritarismo autocratico tanto amato da The Donald.
Ma c’è di più. Le stesse fonti parlano di un possibile salto istituzionale: la creazione di un organismo sovranazionale dedicato alla “sicurezza globale”, con poteri coordinati su ricerca, difesa, reti digitali e infrastrutture critiche. Insomma, una sorta di nuova Onu i cui primi passi si possono intravedere già nel Board of Peace. Un’architettura che ridisegnerebbe la sovranità degli Stati, concentrando decisioni politico economiche in poche centrali operative.
Non è un caso, sostengono gli analisti, che l’intero ecosistema delle big tech guardi con interesse a questo scenario. Da Elon Musk a Peter Thiel, negli ultimi anni si sono moltiplicate le riflessioni pubbliche sulla “lentezza” delle democrazie e sulla necessità di modelli decisionali più rapidi e centralizzati. Spazio, difesa e digitale sono i terreni naturali di questa convergenza tra Stato profondo e capitalismo tecnologico.
La minaccia extraterrestre — reale o presunta — offrirebbe la cornice perfetta per accelerare: meno vincoli parlamentari, più fondi discrezionali, maggiore integrazione tra apparati militari e piattaforme private. Con una conseguenza evidente: cittadini più protetti, ma anche più tracciati; sistemi più efficienti, ma meno trasparenti. Trump, in questo quadro, gioca su due tavoli. Da un lato intercetta la fascinazione popolare per il mistero, trasformando la disclosure in evento politico-mediatico. Dall’altro, manda un segnale agli apparati: la partita si gioca sul controllo del dossier. Chi gestisce il segreto, gestisce il potere. Obama scherza. Trump rilancia. Ma secondo chi osserva i movimenti dietro le quinte, la vera domanda non è se vedremo mai un’astronave. È se, nel nome degli alieni, stiamo già accettando un nuovo ordine terrestre.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Glovalizzazione - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 febbraio, è disponibile in edicola e in app



