Giovani
23 marzo, 2026In un pezzo pubblicato poco più di un mese dopo l’attentato alle Torri Gemelle, Umberto Eco si è chiesto che cos’è il fondamentalismo. Siamo abituati a immaginare l’Iran o l’Afghanistan come Stati dalla mentalità chiusa, etichettandoli come fondamentalisti. In realtà, secondo l’autore, il fondamentalismo non è una prerogativa del mondo orientale e non porta necessariamente all’intolleranza
Nell’ultimo mese stiamo assistendo a teatri di guerra sempre più in fiamme, popolando il nostro linguaggio di riferimenti bellici e di termini che coinvolgono la dimensione dell’intolleranza e della violenza. Per questo, su alcuni di essi è necessario fare un po’ d’ordine, chiedendoci quanta influenza abbia ancora la sfera religiosa nei fenomeni che stiamo osservando.
È Umberto Eco a offrirci un breve vademecum: in un pezzo pubblicato poco più di un mese dopo l’attentato alle Torri Gemelle, si è chiesto Che cos’è il fondamentalismo, tentando di inquadrare la complessità di alcune dinamiche nelle cornici appropriate. Siamo abituati a immaginare l’Iran (al centro del dibattito attuale) o l’Afghanistan come Stati dalla mentalità chiusa, etichettandoli come fondamentalisti. In realtà, secondo l’autore, il fondamentalismo non è una prerogativa del mondo orientale e non porta necessariamente all’intolleranza: esso riguarda solamente l’interpretazione letterale di un Libro Sacro, un approccio presente anche in molte comunità cristiane che orientano i loro comportamenti e le loro credenze solo ed esclusivamente al testo biblico.
Alcuni movimenti fondamentalisti negano persino evidenze ormai consolidate dalla comunità scientifica, pur di non contraddire le Sacre Scritture. Nel saggio Paura della scienza, il giornalista Enrico Pedemonte racconta la visita che nel 2007 fece al Creation Museum in Kentucky: allora egli era corrispondente de L’Espresso negli Stati Uniti e, osservando il movimento evangelico, descrive il “Museo del Creazionismo” come un luogo che propone una visione anti-darwiniana e anti-evoluzionista sulle origini del nostro pianeta. Oggi il museo non solo è ancora attivo, ma utilizza tecnologie all’avanguardia, dimostrando come il fondamentalismo non ripudi ogni genere di progresso: lo piega a fini propagandistici. Così, tra i tuoni artificiali del Diluvio Universale e i dinosauri meccanici che combattono gli esseri umani, i creazionisti vogliono delegittimare le teorie scientifiche che studiamo sin da bambini. (Vi starete chiedendo quale sia il ruolo dei dinosauri in questa storia: se secondo alcune interpretazioni della Bibbia la Terra è stata creata soltanto 6 mila anni fa, la loro convivenza con gli esseri umani appare scontata, non vi pare? Di asteroidi non ne vogliono sentir parlare).
Tornando a noi, i fondamentalismi diventano ancora più pervasivi quando a loro si aggiunge l’atteggiamento integralista: un fenomeno che spesso viene scambiato come sinonimo dei primi. Se il fondamentalismo riguarda l’interpretazione letterale di un testo sacro, l’integrismo è, secondo Eco: “Una posizione religiosa e politica per la quale i propri principi religiosi debbono diventare al tempo stesso modello di vita politica e fonte delle leggi dello Stato”. È il tentativo di insinuare un'ideologia all’interno degli organi statali, affinché essa prenda il sopravvento. Da questo punto di vista, l’Iran rappresenta un esempio di Paese governato, durante il regime di Khamenei e sin dalla Rivoluzione del 1979, dal clero sciita: in particolare, la figura della Guida Suprema incarna la massima espressione dei poteri politici, militari e religiosi. Questo non significa che ogni integrismo sia anche fondamentalista, ma la loro unione genera spesso regimi totalitari e intolleranti: in queste strutture, il testo sacro diventa strumento di controllo sociale, rendendo la legge una sua manifestazione.
I rischi, ancora una volta, non sono confinati a Oriente: negli Stati Uniti non si arrestano i i tentativi di erodere la fiducia intorno agli studi scientifici, agendo su istituzioni come la scuola. Secondo il Ncse (National Center for Science Education), uno degli ultimi casi (andato a vuoto) riguarda la proposta di legge SB 1868 dello Stato dell’Oklahoma, sostenuta dal senatore repubblicano David Bullard. Il testo voleva imporre agli insegnanti la divulgazione di “teorie alternative” sull’origine delle specie, come il creazionismo, mettendo in discussione il darwinismo e mostrandone presunte “debolezze”. Anche se non negano ufficialmente l’espressione della scienza, queste manovre tentano di ridimensionarla a “semplice opinione”, seminando dubbi sulla sua accuratezza. In Kentucky, invece, la senatrice democratica Karen Berg ha proposto un disegno di legge che tuteli l’approccio scientifico nel mondo dell’istruzione, a prova del fatto che questo sia un tema molto caldo negli Stati Uniti. Non sarà ancora una forma di integralismo, ma tentare di screditare le più stabili prove scientifiche (come quelle sui vaccini) attraverso delle credenze religiose è, di fatto, anch’esso uno strumento di influenza politica. Persino se guidato da effetti speciali e dinosauri robot.
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